Tagli agli stipendi dei prof. Dopo la rivolta annunciata dai docenti il governo fa marcia indietro: nessun prelievo in busta paga

8 Gen 2014 10:45 - di Romana Fabiani

Hanno voglia di emigrare, di cambiare mestiere, altre sono infuriate e pronte a dare battaglia. Le insegnati (le donne sono le più agguerrite almeno a leggere il tam tam sulla rete) sono sul piede di guerra per la decisione  del governo, che in queste ore sembra “rientrata”,  di chiedere ai docenti di restituire gli scatti stipendiali già percepiti nel 2013 con una trattenuta di 150 euro mensili a partire da gennaio. La bomba è scoppiata ieri alla riapertura delle scuole dopo la pausa natalizia (ma la nota del ministero è del 27 dicembre) e, tanto per complicare la matassa ,la decisione del ministro Saccomanni è stata subito sconfessata dalla collega all’Istruzione, Maria Chiara Carrozza che ha chiesto di “soprassedere”. Solo questa mattina il titolare dell’Economia, nel corso di un vertice a Palazzo Chigi, è tornato sui suoi passi: «Gli insegnanti non dovranno restituire i 150 euro percepiti nel 2013 derivanti dalla questione del blocco degli scatti». Una retromarcia in piena regola che conferma lo stato confusionale dell’esecutivo sui provvedimenti per fare cassa. Intervenendo alla Telefonata su Canale 5 Angelino Alfano ha cercato di mettere una pezza al vistoso buco: «In questo modo il governo rischia di farsi male da solo. Entreremo nel merito della vicenda, i cui dettagli ancora non conosciamo, per evitare che si verifichi il prelievo». Se il Pd si era mosso a caldo con una lettera-petizione al ministro Carrozza e al premier Letta, Matteo Renzi oggi si precipita a intestarsi la battaglia a tutela dei professori. «Il taglio agli insegnanti è assurdo. Il governo rimedi a questa figuraccia –  twitta il sindaco-segretario – il Pd su questo non mollerà di un centimetro». I sindacati comunque non intendono mollare. «Le istruzioni impartite dal ministero dell’Economia per un graduale recupero degli scatti maturati nel 2012 costituiscono una decisione inaccettabile che va bloccata, una vera e propria provocazione che se attuata non potrà rimanere senza risposta», aveva detto ieri il segretario generale della Cisl Scuola Francesco Scrima mentre la Gilda aveva lanciato un aut aut: «Siamo stanchi di aspettare,  vengano restituiti ai docenti gli scatti stipendiali 2012 o sarà sciopero generale». Di «situazione gravissima, mai accaduta prima», parla il segretario della Uil scuola per il quale «la nota del ministero dell’Economia produce come effetto che, senza che nessuno sia stato avvertito, senza che sia stata fornita nessuna spiegazione, si procede con il prelievo nello stipendio. Come a dire, poiché la scuola è centrale nelle scelte di governo, apriamo il nuovo anno togliendo parte della retribuzione di quelli che l’avevano legittimamente percepita, perché le regole sono cambiate».

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