Sochi 2014: minacce anche al Coni. Obama e Putin a colloquio per garantire la sicurezza dei Giochi

A meno di tre settimane dall’inizio dei Giochi olimpici invernali di Sochi cresce l’allarme per la minaccia di attentati. Il Coni ha comunicato «di aver ricevuto questa mattina una mail contenente minacce terroristiche in vista dei Giochi Olimpici Invernali di Sochi 2014». A renderlo noto attraverso il suo sito ufficiale, il Comitato olimpico italiano che «ha trasmesso il contenuto della mail alle Autorità preposte alla sicurezza internazionale per il seguito di competenza».  Una lettera con analoghe minacce terroristiche è arrivata anche nella sede del comitato olimpico ungherese. Non rasserena gli animi neppure la notizia che gli Usa invieranno meno esperti sulla sicurezza di ogni altra Olimpiade dell’ultimo decennio: circa 40 agenti dell’Fbi, ha scritto il Wall Street Journal, notando che alle Olimpiadi di Londra del 2012 ne andarono circa 50, e oltre 100 in Cina nel 2008 e ad Atene nel 2004. Un team ridotto per rispettare il desiderio della Russia di non avere una vasta presenza di agenti americani ai Giochi, hanno affermato funzionari Usa citati dal giornale. Anche Washington, hanno sottolineato, non sarebbe stata contenta di vedere una vasta presenza dell’intelligence russa ai giochi invernali di Salt Lake City nel 2002. L’ex numero due della Cia Mike Morell ha però sottolineato che «c’è una lunga storia di cooperazione tra le nazioni che ospitano i giochi olimpici e l’intelligence degli Usa in particolare, e con i russi non c’è questa cooperazione». Il presidente della Commissione intelligence della Camera, Mike Rogers, ha a sua volta affermato di avere «serie preoccupazioni per la sicurezza» e ha definito il flusso di informazioni tra servizi Usa e russi come «un tiro alla fune». Probabilmente per tacitare le polemiche la Casa Bianca ha reso noto in queste ore che il presidente americano, Barack Obama, e quello russo, Vladimir Putin, nel corso di una conversazione telefonica hanno confermato il massimo impegno di Stati Uniti e Russia per garantire la sicurezza dei Giochi. A questo fine Obama avrebbe ribadito la piena assistenza delle autorità americane a quelle russe. Tra le minacce più concrete, fonti russe hanno rivelato che i servizi di sicurezza sarebbero alla caccia di almeno quattro “vedove nere” sospettate di voler compiere attentati terroristici a Sochi. Di una in particolare sono state già diffuse foto segnaletiche: Ruzan Ibragimova, vedova di un militante islamico ucciso dalle forze di sicurezza russe l’anno scorso. Sarebbe partita dal Daghestan all’inizio del mese per prepararsi ad organizzare un attentato nel corso dei Giochi.