Scende l’inflazione, c’è poco da gioire: è la prova che siamo messi molto male

Quanti seguono l’Ugl sanno che tra i temi da noi più affrontati c’è il costo della vita collegato sempre alla richiesta di una riforma fiscale vera, che metta al centro del sistema il lavoro e le famiglie. Siamo costretti a tornare ancora sull’argomento, perché in Italia si continua a bombardare mediaticamente la gente “inerme”con notizie pessime, senza che si riesca a trovare una soluzione efficace, e allo stesso tempo la si  “tormenta” con dibattiti su questioni che nulla hanno a che fare con la vita e i problemi reali. Esempi? Legge elettorale, Jobs Act, accordi politici per saldare il governo alla sua nuova maggioranza, rimpasti, “Letta Bis”, nuove elezioni, il semestre europeo. Da poco anche la vita sentimentale del Presidente Hollande.

Non meno di due giorni fa l’Istat ha registrato un ennesimo segnale di povertà, intorno al quale non si è misurato quasi nessuno: in un anno l’inflazione in Italia si è ridotta di due volte e mezzo, portando il tasso del 2013 all’1,2%, il valore più basso dal 2009. Ciò accade perché la gente che vive di reddito da lavoro e da pensione non ce la fa più a sostenere spese, tasse sempre più alte e servizi inadeguati. L’unica cosa che può fare è tagliare i consumi ed è ciò che sta facendo. Lo dice anche Coldiretti: «Più di due italiani su tre (68%) hanno ridotto la spesa o rimandato l’acquisto di capi d’abbigliamento», oltre la metà (58%) ha rinunciato a viaggi e vacanze e ai beni tecnologici (52%) e molto ancora. C’è persino di peggio: secondo i dati del primo “Rapporto povertà sanitaria e donazione farmaci”, presentato dall’Osservatorio nazionale sulla donazione dei farmaci (Fbf), la povertà sanitaria è in aumento. Che vuole dire? Che nelle famiglie povere si spendono in media solo 16,34 euro al mese per la sanità, pari al 2% dell’intero budget familiare. Mentre alcuni iniziano a vedere segnali di ripresa nel calo dello spread o nella timida ripresa della produzione industriale, altri non si curano, si fanno passare il malanno. Quando passa. Non sarà che credono di poter fare la stessa cosa con la nostra economia malata i giovani rottamatori della vecchia politica?

*Segretario generale Ugl