Roma, ennesima rapina in pieno giorno nel Centro storico. Via con l’incasso della Spa extralusso

Sono entrati di soppiatto, senza fare alcun rumore. E hanno sorpreso il lavorante filippino che, in quel momento, ignaro, stava facendo le pulizie prima dell’apertura. E’ questo lo scenario dell’ennesima incredibile rapina che si è consumata a Roma, in pieno centro, in via degli Avignonesi, a pochi passi dal Quirinale e da via Barberini.
Erano quasi le 10 di mattina quando, approfittando del portone lasciato aperto per le pulizie, due persone, travisate con un passamontagna e armate di pistola, hanno fatto irruzione nel lussuoso wellness Karispa, uno dei 6 centri romani della catena del benessere e del lusso, e, pistole alla mano, si sono fatti consegnare quant’era in cassa in quel momento, circa 2.500 euro, l’incasso degli ultimi due giorni, prima di allontanarsi in tutta tranquillità.
Il filippino, sotto shock, ci ha messo del tempo a realizzare quello che era accaduto. Lanciando l’allarme con notevole ritardo.
Ora gli investigatori sono alle prese con i video delle numerose telecamere di cui è dotato il centro, sia all’esterno, sia all’interno e del garage adiacente. E non è escluso che nelle prossime ore venga data un’identità certa ai due malviventi.
Quella di oggi non è che l’ennesima di una serie di rapine che hanno come teatro il centro storico di Roma e non solo.
Il 15 dicembre scorso tre rumeni armati hanno tentato una rapina – anche in quel caso attorno alle 10 del mattino – nella sala Bingo di piazza Cola di Rienzo, nel centralissimo quartiere borghese di Prati. Incuranti del via vai di persone che già affollavano la strada dello shopping in quelle ore, i tre rumeni hanno poi dovuto desistere, perché qualcuno aveva allertato i carabinieri, fuggendo da un’uscita secondaria e allontanandosi a bordo di un’auto.
Sei giorni prima, il 9 dicembre, più o meno intorno alla stessa ora, alle 10,30, un uomo, vestito da guardia giurata, si è presentato nel nuovo store dell’H&M in via del Corso. Ha finto di dover ritirare l’incasso ma una delle commesse si è insospettita e ha controllato l’identità dei vigilantes addetti al ritiro scoprendo l’inganno. Vistosi scoperto l’uomo ha estratto la pistola e minacciando la commessa, quando oramai erano a pochi passi dalla cassaforte, si è fatto consegnare 60.000 riuscendo poi a dileguarsi.
Tre giorni prima, il 6 dicembre, era stata la volta di un altro malvivente che, alle 11,30, nella centralissima piazza di Spagna, aveva fatto irruzione nell’agenzia Unicredit. Armato di due candelotti di dinamite risultati poi falsi, aveva scatenato il panico nell’Istituto di credito in quel momento discretamente affollato e aveva ottenuto un bottino di 2.000 euro riuscendo poi a fuggire per le vie del centro storico della Capitale.
Ora gli investigatori stanno cercando di capire se vi sia un filo comune che lega i tre episodi avvenuti tutti più o meno alla stessa ora e a pochi passi gli uni dagli altri, sia pure con modalità differenti, in pieno Centro storico.