Roma: due immigrati aggrediscono un gay. Tutti zitti, c’è Marino in Campidoglio…

Picchiato a Roma con una bottiglia e insultato perché gay. Ma stavolta non ci sono fiumi di comunicati indignati, reazioni a raffica, accuse al sindaco di aver trasformato la Capitale in una città omofoba e razzista, intollerante e poco solidale. Zero polemiche, zero dichiarazioni. La notizia viene fuori grazie a una sola agenzia di stampa, niente titoloni e niente processi “politici”. Del resto non si può e non si deve gridare allo scandalo, perché adesso il sindaco è Ignazio Marino e quindi va tutto bene. In più, gli aggressori sono immigrati, forse romeni, e quindi meglio non parlarne e girarsi dall’altra parte. Ragion per cui del giovane siciliano aggredito alla Stazione Termini si è parlato appena. Tutto è stato limitato alla semplice denuncia, arrivata da Fabrizio Marrazzo portavoce del Gay Center. E degli aggressori nulla. Eppure i due stranieri, probabilmente dei Paesi dell’Est, lo hanno prima indicato e poi gli hanno lanciato una bottiglia sul viso, con il rischio di creargli lesioni permanenti all’occhio. Al giovane sono stati indirizzati insulti omofobici e frasi come «già ti è andata bene così, poteva esserci benzina e non acqua». La vittima, ballerino di danza del ventre, sarebbe stato aggredito nei pressi del McDonald interno alla Stazione Termini. «Purtroppo – spiega Marrazzo – cominciamo l’anno con questa brutta storia. I fatti avvenuti sono molto gravi, capitano quotidianamente e, oltretutto, spesso non vengono denunciati al nostro numero verde ogni 20 segnalazioni di aggressioni a giovani solo una viene denunciata alla forze dell’ordine, e spesso viene omessa la motivazione omofobica. Per questo è sempre di più importante l’esigenza di una legge nazionale che rafforzi anche le azioni di supporto contro l’omofobia».