Roma affoga nei rifiuti ma sotto casa di Marino sembra la Svizzera. E lui pensa a piazzare i suoi nell’Ama

Le foto parlano chiaro. Roma è sudicia, invasa dai rifiuti che trasbordano dai cassonetti, visitata dai maiali della campagna che grufolano tra la “monnezza”, inondata di foglie e rifiuti vari che obbligano le carrozzine dei neonati a fare la gimcana tra i marciapiedi. Lo dimostra un servizio pubblicato in prima pagina sul Tempo, che è riuscito a entrare nello stabilimento Ama di via Salaria dove l’immondizia arriva al soffitto. La verità è che, malgrado i proclami di Ignazio Marino sulla raccolta differenziata, l’unico impianto per il trattamento dei rifiuti organici si trova a Maccarese (vicino Fregene) ed è fuori uso, mentre il cosiddetto umido viene spedito in Veneto e in Emilia. L’efficienza è tutta di vetrina, basti pensare che solo il centro storico conta tre sistemi diversi di raccolta per nove rioni. Lo stesso sindaco, dopo il pressing di denunce ed esposti e lo stanziamento di oltre quattro milioni in due mesi per portare i rifiuti fuori dalle mura, ha dovuto ammettere che qualcosa non funziona scaricando le colpe addosso alla municipalizzata addetta alla nettezza urbana («non è all’altezza», ha detto) per poter procedere a cuor leggero con l0 spoil system e azzerare i vertici dell’Ama. Per conoscere gli uomini di provata fede che il sindaco-chirurgo piazzerà basterà aspettare giovedì prossimo, quando dovrebbe essere nominato il nuovo Cda.  Martedì decadrà il commissario straordinario Goffredo Sottile e le indiscrezioni indicano nel prefetto Pecoraro la persona indicata per i poteri speciali che finora non hanno fatto il miracolo di una città pulita, decorosa e degna della sua storia millenaria. L’assessore all’Ambiente Estella Marino, democratica doc,  continua minimizzare e ad  assicurare che «la città sta tornando alla normalità, con qualche criticità nelle periferie». Invece di affrontare i nodi strutturali, la ricerca di una sede alternativa alla discarica di Malagrotta chiusa lo scorso mese e la mancanza di autosufficienza nel trattamento dei rifiuti con la conseguenza dipendenza dalle regioni del Nord, l’assessore denuncia il poco personale, vorrebbe più uomini, quindi più soldi, Le condizioni da Terzo Mondo in cui si sono trovati molti romani nella settimana di Natale, invece secondo l’Ama, sono dovute al fatto che la «filiera impiantistica di smaltimento finale nel nord Italia non lavora nei giorni festivi». Per la cronaca la raccolta funziona alla perfezione dove abita il primo cittadino: nel cortile di casa Marino, a due passi dal Pantheon, bidoncini di una pulizia maniacale e tutto intorno strade pulite tipo cantone svizzero.