Roberto Cota: «Dal Tar una sentenza vergognosa». E annuncia ricorso al Consiglio di Stato

La sentenza con cui il Tar ha accolto il ricorso dell’ex presidente della regione Piemonte Mercedes Bresso, e ha dichiarato nullo l’esito dell’elezione che aveva sancito la vittoria di Roberto Cota, ha stracciato le carte con cui gli elettori avevano conferito mandato al candidato leghista di governare. Una decisione che il presidente Cota non ha esitato a definire «vergognosa», e che spera di annullare a sua volta, impugnandola di fronte al Consiglio di Stato, convinto che il verdetto non verrà confermato. «Non vedo come possa farlo – ha dichiarato –. Qui c’è un governo intero che deve funzionare, c’è un programma da portare avanti. Ma in quale Paese del mondo, dopo quattro anni vengono annullate le elezioni? Ma ce ne vogliamo rendere conto o no che siamo di fronte a un sistema fuori controllo»?

E mentre Cota replica ai festeggiamenti del centro-sinistra sottolineando come, ancora una volta è la toppa giuridica a rimediare al buco elettorale delle urne – «la sinistra – ha dichiarato il presidente della regione Piemonte – usa sempre gli stessi metodi: quando non riesce a vincere le elezioni, usa l’arma giudiziaria» – l’ex presidente Mercedes Bresso canta vittoria e indica in maggio la data della possibile rivincita elettorale; le cassandre di Sel e Pd invitano alle dimissioni immediate; i falchi del Movimento 5 stelle inneggiano al voto sfascia tutto, mentre gli elettori non sanno che pensare. E ne hanno più di qualche motivo visto che, come ha rilevato – tra gli altri –  Agostino Ghiglia, portavoce piemontese di Fratelli d’Italia, nel commentare quella che da più parti viene riconosciuta come una sentenza politica, «sono passati quattro anni da quando Roberto Cota è stato proclamato Presidente del Piemonte per aver vinto numericamente le elezioni. Non è più un Paese civile quello in cui le interpretazioni teoriche di qualche magistrato amministrativo cancellano, dopo 4 anni, la volontà del Popolo». Un concetto ampiamente condiviso e ribadito anche da Osvaldo Napoli (FI) che, nel commentare la sentenza del Tar sulle regionali del 2010 in Piemonte, ha riconosciuto come «la giunta di Cota sia vittima, in ogni caso, di malagiustizia. Non tanto per il merito della sentenza, quanto per i tempi richiesti».

Ristabilire la giustizia, l’ordine amministrativo, e rispettare la volontà popolare: queste, allora, le coordinate fissate dal presidente Cota che, tra le varie iniziative in programma nelle prossime ore, ha confermato anche la sua partecipazione di domani pomeriggio alla fiaccolata promossa dalla Lega Nord – e annunciata via Twitter dal segretario del Carroccio, Matteo Salvini – con l’emblematico slogan: “Giù le mani dal Piemonte”.