“Rivoluzione Rc auto”, è rivolta. Laffranco: c’è chi vuol favorire le lobby delle grandi compagnie assicurative

Il governo strizza l’occhio alle compagnie assicurative e scoppia il putiferio. Il pacchetto sulle Rc auto, appena entrato in vigore col Dl Destinazione Italia, ha subito scontentato una pletora di categorie: medici, periti, automobilisti, avvocati, familiari delle vittime della strada  preannunciano manifestazioni e proteste in ogni parte d’Italia. Ma i più imbufaliti sono i carrozzieri: contestano in particolare la misura che rende nei fatti obbligatoria la “forma specifica” nel risarcimento dei danni ai veicoli incidentati.  Sono tutti avvelenati contro il governo, ma anche contro il “vecchio” Matteo Renzi: «Gli consegneremo le chiavi degli uffici e delle carrozzerie – ha annunciato il portavoce del movimento di protesta – lui dice “Cambio verso” e noi ci mettiamo di traverso». Le nuove norme, spiegano i carrozzieri, impongono di far riparare il veicolo esclusivamente presso le carrozzerie convenzionate con le assicurazioni e pagate direttamente da queste ultime. Tale soluzione, proseguono, oltre ad essere lesiva della libertà di scelta dei cittadini, metterebbe a rischio migliaia di carrozzerie indipendenti con 60mila addetti. Oltre trenta associazioni si sono date appuntamento a Bologna in un convegno contro “la rottamazione dei diritti di automobilisti e vittime della strada”. «Siamo offesi di fronte a questi provvedimenti – ha detto Stefano Mannaccio, portavoce insieme a Davide Galli della mobilitazione contro il decreto Rc auto – il governo con misure dirigiste vorrebbe decidere, sul come affrontare i sinistri, quando, come e dove vuole. Con medici e riparatori legati alle compagnie assicurative in conflitto di interesse». Tra le proposte fatte, la libera portabilità delle polizze e la libera scelta dei riparatori; il diritto a giusti ed equi risarcimenti; l’istituzione di un’agenzia antifrode in ambito assicurativo indipendente; la “rottamazione” del risarcimento diretto. All’incontro ha mandato un messaggio il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, che ha difeso le novità contenute in “Destinazione Italia”, spiegando come «nella fase di conversione del decreto sarà utile e possibile calibrare meglio alcune questioni che stanno suscitando dibattito tra le associazioni di categoria e nel Paese, migliorando ulteriormente il testo». Ma la discussione del dl in commissione Finanze e attività produttive si preannuncia dura. «È l’ennesimo provvedimento del governo  teso a favorire la lobby delle grandi compagnie assicurative – spiega il deputato di Forza Italia, Pietro Laffranco – Il cambio che viene offerto ai contribuenti è assolutamente insufficiente, perché si tratta di norme  che avvantaggiano solo le grandi compagnie. In commissione ci opporremo fortemente, perché così com’è stato pensato penalizza le categorie e i cittadini».