Renzi inizia il nuovo anno con la vecchia idea di Bersani: agganciare Grillo (con la scusa delle riforme)

«Con la trasformazione del Senato in Camera delle autonomie locali si può risparmiare un miliardo di euro. Se i senatori Cinque Stelle sono d’accordo lo facciamo domani. Se Grillo rifiutasse dovrei pensare che non riesce a convincere i suoi senatori a firmare una legge che serve a cancellare le loro 60 poltrone». Parte da un approccio sulle riforme il vecchio tentativo, targato Bersani, del segretario del Pd Matteo Renzi per provare ad agganciare il M5S, con la scusa di un patto concreto per riformare il Senato. Intervistato dal Fatto Quotidiano, il sindaco di Firenze cavalca anche l’asse anti-rigore europeista, tanto cara ai grillini, e ribadisce la possibilità di sforare il vincolo del 3% al rapporto tra deficit e Pil. Ma prima c’è da allisciare il Pd. «Nel suo discorso di fine anno Grillo si è preso meriti non suoi: anche le migliori battaglie dei Cinque Stelle ottengono risultati solo se c’è la sponda dei democratici. Alcune battaglie, anche sacrosante, del M5S possono essere portate a termine solo se i cittadini pentastellati fanno accordi», dice Renzi, secondo cui ”per i parlamentari M5S il 2014 sarà l’anno chiave, quello in cui devono decidere se cambiare forma mentis”. Sul rapporto deficit-Pil, ”se all’Europa proponi riforme istituzionali e un Jobs Act che attiri investimenti stranieri, allora in Europa ti applaudono anche se sfori il 3%”, sostiene Renzi, che però non si spinge fino al punto da irritare la Merkel e dice no all’uscita dall’euro. In merito al discorso del Capo dello Stato, ”è stato un messaggio che invita al coraggio delle riforme e a occuparsi di lavoro e lo condivido”, osserva Renzi. Quanto alla possibilità che quello appena pronunciato sia stato l’ultimo discorso di Napolitano, ”non credo, ma deciderà lui, non altri”. Un colpo al Colle e uno alla botte, come sempre, nel migliori spirito veltroniano…