Rapine, pugni in faccia alle donne, “bottino” su Facebook: cinque romeni in manette

Erano sicuri di sé, convinti quasi di avere una sorta d’impunità e di farla franca comunque, al punto tale da mostrare su Facebook il bottino delle loro rapine. Cinque romeni come gli Unni di Attila. Ma la loro sfacciataggine li ha portati dritti nelle mani della polizia e ora sono accusati di una decina di colpi, tra furti e rapine, messi a segno nelle ultime settimane a Novara, Asti e Torino. Residenti a Torino. Dovranno rispondere anche di associazione a delinquere e delle lesioni nei confronti delle loro vittime, tutte donne e in alcuni casi anziane, prese a pugni in faccia. «Siamo intervenuti appena in tempo: la banda si stava preparando a un salto di qualità», afferma il procuratore capo di Novara, Francesco Saluzzo, commentando l’inchiesta sui cinque romeni. La convivente di uno di loro è stata invece denunciata per ricettazione. Una decina i colpi messi a segno dalla banda nelle ultime settimane tra Novara, Asti e Torino, dove i cinque arrestati risiedevano. L’operazione che ha portato alla loro identificazione è stata effettuata dalla squadra mobile di Novara, in collaborazione con quella di Torino. I cinque sono stati rintracciati incrociando le tracce lasciate da alcuni di loro sui social network, dove uno dei malviventi si è fatto immortalare con il denaro di una rapina, e dai dati forniti dalle celle telefoniche. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati alcuni telefoni cellulari, che erano stati rubati alle vittime delle rapine. È probabile che la banda si stesse preparando ad ampliare il suo raggio di azione e a commettere rapine anche in casa.