Quei copioni che si ripetono da anni, alla faccia dei nostri sacrifici…

da Felice Carpusi Visombala.
A Roma alcuni aspiranti dipendenti comunali sui stanno scaldando per un concorso che sarebbe da rifare per evidenti irregolarità. Lancerei un appello al signor sindaco dell’Urbe, sarei propenso a fargli notare che il suo comune è abbondantemente in condizioni critiche tanto da chiedere che nella legge di stabilità è stato necessario inserire la norma famosa salva Roma. Una amministrazione in evidenti difficoltà economiche come prima cosa dovrebbe iniziare a tagliare il capitolo più oneroso caratterizzato dagli stipendi del personale. Invece qui si assume, si indicono nuovi concorsi, come se i posti di lavoro e il numero di persone a libro paga fosse infinito. Un copione che si ripete a livello nazionale vedendo come, alla faccia della spending review, il fabbisogno dello Stato sia balzato da quasi 50 a quasi 80 miliardi rispetto a un anno fa, smentendo ancora una volta il famoso “pagare tutti pagare meno” che per anni ci è stato rifilato quale panacea per risolvere i cronici deficit di bilancio e che permette di dare la colpa di tutto quello che non funziona ai presunti evasori.