Quanto guadagneranno i conduttori di Sanremo? La Rai non risponde e riesplode la polemica

Lo si chiede, lo si richiede, «quanto guadagnano i personaggi televisivi»? Quanto incassano conduttori e showman?». Ma a Viale Mazzini sembrano aver perso la lingua, nessuno risponde perché forse ognuno ha da difendere un “figliol prodigo” che tanto ha dato alla causa della sinistra, persino nei momenti più difficili, magari arrivando a costruire trasmissioni contro il nemico storico. C’è però chi torna alla carica per fare chiarezza, anche perché c’è il Festival alle porte e qualcosa dovrà pur emergere, a meno che non si tratti di un segreto di Stato: «Mi auguro che al più presto il dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e il Dipartimento della funzione pubblica della presidenza del Consiglio possano elaborare le modalità di attuazione della legge che consentano, magari già nelle prossime settimane, di rendere finalmente noti i compensi da parte della Rai, a partire proprio da quelli che verranno percepiti dai conduttori del prossimo Festival di Sanremo», dichiara Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, accogliendo «con soddisfazione la risposta ricevuta dal sottosegretario Legnini all’interpellanza indirizzata ai ministri Saccomanni e D’Alia in relazione all’applicazione della norma che impone alla Rai di comunicare il costo annuo del personale utilizzato, relativamente ai singoli rapporti di lavoro dipendente e autonomo. In tema di trasparenza – prosegue Brunetta – anche l’attuale contratto di servizio 2010-2012, prevede che la Rai pubblichi gli stipendi percepiti dai dipendenti e dai collaboratori, nonché informazioni sui costi della programmazione di servizio pubblico. A tutt’oggi la Rai risulta inadempiente rispetto all’obbligo in questione, anche dopo pareri espressi in tal senso da parte dell’Antitrust e dal Garante della Privacy».

«La bozza di contratto di servizio per il triennio 2013-2015 – sostiene ancora Brunetta – attualmente all’esame della Commissione di Vigilanza Rai, prevede soltanto la pubblicazione dei compensi per dati puramente aggregati, in assoluto contrasto rispetto alle puntuali disposizioni di legge contenute nel decreto PA. La legge parla chiaro e al riguardo, come componente della Commissione di vigilanza Rai presenterò gli opportuni emendamenti per adeguare le previsioni contenute nel contratto di servizio Rai alle disposizioni previste dal decreto PA, per far sì che la Rai rispetti finalmente l’obbligo di pubblicazione di tutti i singoli compensi».