Per ricostruire L’Aquila servono altri due miliardi. Ma la sinistra pensa solo a… Cialente

Nel 2014, per la ricostruzione privata dell’Aquila e degli altri 56 Comuni del cratere sismico servono circa 2 miliardi di euro. È quanto emerge dalla “Relazione sullo stato di attuazione degli interventi di ricostruzione del cratere abruzzese” trasmessa al Parlamento dal ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia, delegato dal governo per la gestione della ricostruzione. La relazione arriva in un momento delicatissimo per la città, travolta dall’inchiesta sulle tangenti che, tra l’altro, ha coinvolto il vicesindaco Roberto Riga e portato alla presentazione delle dimissioni da parte del sindaco Massimo Cialente. Il primo cittadino le ha definite «un sacrificio umano», necessario «per spiegare agli italiani cosa stia succedendo veramente a L’Aquila». Ma ancora non le ha formalizzate e in molti pensano che potrebbe ritirarle presto. L’occasione gli viene offerta su un piatto d’argento: nel capoluogo si terrà una manifestazione indetta da tutto il centrosinistra abruzzese. Un appuntamento a cui anche il vertice nazionale del Pd ha dato il proprio appoggio e che, d’altra parte, il partito locale considera «uno snodo fondamentale in vista delle sfide che ci attendono». «Non so se Cialente confermerà o ritirerà le dimissioni, ma – commenta il giornalista aquilano Salvatore Santangelo, che per due volte è stato consigliere comunale del centrodestra – so che a L’Aquila serve una voce autorevole che possa affrontare i problemi che restano aperti: il rapporto della città con il Paese, dell’amministrazione con il governo, la fase più operativa della ricostruzione, che avverrà quest’anno e che è un grande tema nazionale, anche per le ingenti risorse che richiede. L’Aquila ce la può fare, ma bisogna crederci». In questo sfilacciamento, per Santangelo, c’è una responsabilità precisa del centrosinistra, quella di aver fatto della città e dell’area del cratere «un Vietnam, perché sul terremoto il presidente Berlusconi si è speso con grandissima forza e c’è stata la volontà di spazzare via questa sua grande eredità». Quindi dimissioni o meno dell’attuale sindaco, bisogna che tutti la smettano di pensare agli interessi del proprio recinto per guardare all’interesse della comunità. «Sia che Cialente ritiri le dimissioni e quindi la consiliatura va avanti, sia che le confermi e si vada al voto anticipato, probabilmente insieme alle regionali del 25 maggio – prosegue Santangelo – è fondamentale che il centrodestra imposti la campagna elettorale o i prossimi anni in consiglio sui temi concreti, sugli asset strategici, su un’idea di città. Che mobiliti tutte le parti vitali di questa comunità, a partire dai comitati. E che faccia le primarie per scegliere il candidato. L’Aquila ha bisogno di una voce autorevole, che possa restituirle dignità anche dopo la ferita inferta da notizie trasmesse con grandissimo clamore». «Cialente – conclude il giornalista – oggi è sfidato a sinistra dai movimenti civici, in consiglio ha una maggioranza risicata. I prossimi anni, se deciderà di restare in carica, per lui saranno molto difficili, anche alla luce del fatto che in città è un continuo vociare di nuove inchieste. Anche senza elezioni anticipate, il centrodestra deve pensare e muoversi come una forza di governo. In vista delle regionali, i partiti di quest’area politica si stanno riorganizzando, da qui si può ripartirte e fare della città un laboratorio di valore nazionale».