Passa la fiducia sulla privatizzazione di Bankitalia. Protesta di FdI e M5S: una rapina ai danni degli italiani

Bankitalia, a dispetto del nome, non è la Banca degli italiani. Tanto più da oggi, giorno in cui la Camera ha dato la fiducia al decreto Imu-Bankitalia (con 335 sì e 140 no) nel quale si stabilisce di fatto la privatizzazione del più grande istituto di credito italiano. Il via libera al decreto legge (è la quindicesima fiducia per il governo Letta) è passato con il no di Fratelli d’Italia, Sel, Forza Italia e Movimento Cinquestelle.Mentre in Piazza Montecitorio si svolgeva il flash mob di Fratelli d’Italia contro «la rapina ai danni degli italiani» e al microfono si alternavano Giulio Crosetto, Fabio Rampelli, Giorgia Meloni, Marco Scurria e Antonio Guidi, in aula Massimo Corsaro ha contestato metodo e merito del provvedimento. «Avete utilizzato il “treno” di questo dl per inserire qualcosa che con l’Imu non c’entra niente, come la governance della Banca d’Italia,  un argomento delicato che il Parlamento avrebbe dovuto ampiamente discutere». Con l’aumento di 46 volte del capitale, infatti, si passa da 156mila euro a 7,5 miliardi di euro, le banche dovranno pagare una tantum soltanto il 12 per cento di tasse, 800 milioni di euro, a fronte di dividendi che arriveranno al 6%. «Avete introdotto banche private, assicurazioni, fondi pensione private a capitale straniero – ha puntualizzato il deputato di FdI – ci state consegnando alla finanza internazionale che ha già dimostrato di non avere a cuore l’economia dell’Italia». Stessa linea fuori dal Palazzo: “Giù le mani dalla banca degli italiani!”: è il testo dello striscione che ha accompagnato la manifestazione nella quale militanti e simpatizzanti del partito guidato dalla Meloni hanno distribuito un volantino raffigurante Enrico Letta, Angelino Alfano e Fabrizio Saccomanni in versione “Banda Bassotti” con la scritta “Questa è una rapina! Con un decreto legge rubano la Banca d’Italia per regalarla alla grande finanza internazionale”.  La fiducia ha evitato al governo Letta di affrontare gli oltre 700 emendamenti presentati da FdI e da altri partiti di opposizione. Anche i Cinquestelle hanno fatto sentire la loro voce. «Stanno svendendo la banca degli italiani, con chi sta regalando gli ultimi pezzi di sovranità che ci restano – ha tuonato in aula Sebastiano Barbati poco prima del sit-in al centro dell’emiciclo dei colleghi pentastellati (poi allontanati) – ditelo ai cittadini, che sui loro investimenti prendono lo zero virgola qualcosa per cento, che state garantendo agli azionisti un rendimento addirittura del 6 per cento senza rischi! 450 milioni di euro sottratti alle casse dello Stato, 450 milioni di euro che dovrete coprire con nuove tasse». Contraria anche Forza Italia che ha respinto sia la parte riguardante l’Imu («il governo aveva promesso la cancellazione totale della tassazione sull’abitazione principale», ha dichiarato Daniele Capezzone), sia la parte su  Bankitalia («un esproprio a danno dei cittadini e un regalo a qualche grande banca. Non nascondiamoci dietro un dito»).