Notizia-bomba: il sindaco Marino si è accorto che a Roma ci sono i nomadi. Li ha visti con i suoi occhi

Una notizia-shock: il sindaco di Roma si è accorto che in città ci sono i nomadi. Sì, proprio così, li ha visti «con i suoi occhi» mentre frugavano nei cassonetti ed è rimasto impressionato. E adesso Ignazio Marino si dice sconvolto. Ci sarebbe da chiedergli dove sia vissuto negli ultimi decenni e che cosa abbia pensato quando ha fatto campagna elettorale nei campi rom, forse nessuno gli aveva detto dove si trovava e ha scambiato i nomadi per gli elettori che gli gridavano “daje”  durante la corsa al Campidoglio. «Ho avuto un’ora di riunione con il nuovo questore – ha fatto sapere dai microfoni di Radio Radio – Roma deve dimostrare che è una città che accoglie, come ha anche detto il Papa, ma non può accettare il disprezzo delle regole». Così è arrivato alla conclusione che almeno gli accampamenti abusivi non vanno bene: e questo è un fatto, una conquista rivoluzionaria, da non crederci. Marino ha citato l’esempio del campo della Magliana, ma i romani sanno bene che nelle periferie la presenza dei gruppi rom è estesa capillarmente: per ogni campo che rispetta le regole ce ne sono decine di dimensioni minori che di quelle regole se ne infischiano. Proliferano, senza servizi igienici di nessun genere  e con il rischio di malattie per bambini e adulti, con un aumento del tasso di criminalità. Quanto alle regole, poi, Marino ci deve spiegare se mandare i piccoli rom a chiedere l’elemosina rientra nel rispetto delle regole o meno. Per non parlare di quello che succede sugli autobus e sulle metropolitane, dove i passeggeri si tengono stretti portafogli e borse. I borseggi sono un fatto all’ordine del giorno. Marino, però, a queste cose non accenna nemmeno. «Davanti agli occhi miei – afferma, come se avesse scoperto chissà quale verità –  di fronte ai cassonetti stracolmi c’erano rom che frugavano e con i carrelli da supermercato salivano sulla ciclabile verso un accampamento che sta sulle sponde del Tevere. Bonificheremo le aree del Lungotevere, miglioreremo la ciclabile». Finalmente se n’è accorto, il sindaco. Qualcuno gli dica che basterebbe far rispettare le leggi, punendo l’accattonaggio da parte dei bambini rom e controllando assiduamente cosa accade anche nei campi regolari. E soprattutto basterebbe ascoltare la voce dei residenti, specie di quelli che abitano nei pressi dei campi nomadi: non sono italiani razzisti, sono solo persone costrette a subire le prevaricazioni, i furti negli appartamenti, gli incendi tossici provocati da gruppi di nomadi che credono di poter fare tutto ciò che vogliono. In sostanza, basterebbe cancellare il buonismo della sinistra, di cui lo stesso Marino si è reso “colpevole”.