Nordcorea, lo zio Jang non fu sbranato dai cani. Lì sono tutti buoni, parola di una stella del basket Usa…

Guareschi direbbe: “Contrordine, compagni”, anzi, contrordine nemici dei compagni… Sì perché va bene che i comunisti sono cattivi, e quelli nordcoreani anche bizzarri, ma a tutto c’è un limite, a quanto pare: la truculenta esecuzione dello zio Jang, fatto sbranare dai cani in Corea del Nord per ordine del crudele nipote nonché dittatore assoluto Kim Jong-un, potrebbe essere una colossale “bufala”, diffusa in rete da un post satirico sul sito cinese di microblogging Weibo. Come si ricorderà, la settimana scorsa un quotidiano di Hong Kong, il Wen Wei Po, vicino al partito comunista cinese, aveva reso noto che l’ex numero due del regime di Pyongyang, legato a Pechino, era stato stato sbranato da 120 cani affamati, insieme con altre cinque persone, come punizione per alto tradimento, sotto gli occhi dello stesso Kim Jong-un. E diverse testate in Europa e negli Stati Uniti avevano rilanciato la notizia che, per quanto clamorosa, poteva sembrare verosimile, considerata la natura violentemente repressiva del regime nordcoreano nei confronti degli oppositori. Ora però, la stessa stampa internazionale ha scoperto che un ingegnere americano impiegato in una società di investimenti, Trevor Powell, cresciuto a Taiwan, leggendo attentamente la notizia sull’esecuzione di Jang proveniente da Hong Kong, ha trovato qualcosa di insolito, in particolare certe affinità nei dettagli con un post proveniente dalla piattaforma di microblogging Weibo, uno dei siti più frequentati in Cina con oltre 500 milioni di iscritti. Quanto basta per fare una rapida marcia indietro, ricordando altre storie sensazionali venute fuori dalla Corea del Nord, un Paese così isolato e impenetrabile da lasciare spazio al fiorire di mille leggende. Come quella che lo stesso Kim Jong-Un era stato nominato l’uomo più sexy del 2012, a cui aveva “abboccato” il quotidiano cinese People Daily. Storie raccapriccianti a parte, Kim però ha già dimostrato di non avere nessuna pietà per gli oppositori, ordinando una lunga di serie di esecuzioni che non hanno risparmiato nemmeno i familiari. Nonostante ciò, il giovane leader è riuscito a rendersi simpatico a qualcuno Oltreoceano. Un suo ammiratore è infatti l’ex stella del basket Nba Dennis Rodman, che mercoledì a Pyongyang – dove si reca per la quarta volta – festeggerà il compleanno di Kim con una partita di beneficenza. I due sono diventati amici condividendo la passione per il canestro e Rodman ha già fatto sapere che non affronterà argomenti imbarazzanti come la tutela dei diritti umani. Anche se, ha timidamente aggiunto l’ex giocatore dei Chicago Bulls, questo viaggio potrebbe «aprire la porta per affrontare certi argomenti». Insomma, la diplomazia non passa solo per il ping-pong ma anche per il basket…