No alla mozione di Fdl contro le pensioni d’oro. Meloni: se “loro” sono di sinistra, io sono Mao Tse Tung

Il giorno dopo la delusione rimane. Per Giorgia Meloni e per Fratelli d’Italia è stato un brutto pomeriggio quello di ieri che ha visto bocciare la mozione contro le pensioni d’oro con il voto contrario di Pd, Scelta civica, Nuovo centrodestra, e con l’astensione dei Cinquestelle, di Forza Italia e di Sel (solo la Lega ha votato a favore presentando una proposta simile). A bruciare sono l’atteggiamento alla Ponzio Pilato dei grillini riformatori a parole e la tutela dei privilegi da parte del Pd, anche nella fase nuova inaugurata dalla segreteria di Renzi. L’ex ministro della Gioventù ieri aveva rivolto dalle colonne de il Fatto  un appello pubblico ai leader del Pd e del Movimento Cinquestelle per chiedere di sostenere la storica battaglia di Fratelli d’Italia per revocare «quell’autentica vergogna nazionale costituita dalle pensioni d’oro».

Un appello caduto drammaticamente nel vuoto – scrive la Meloni su facebook – complici i partiti della maggioranza  e la confuzionedel M5S «che sembra preoccuparsi più della visibilità del movimento che di risolvere i problemi degli italiani (come nel peggiore teatrino della politica), quella che poteva essere una giornata di vittoria è stata in realtà una giornata di (temporanea) sconfitta». Ieri è passato in aula il testo sibillino del governo che propone generiche «norme di maggiore equità». Ma qual è la proposta di Fratelli d’Italia? Revocare le pensioni d’oro stabilendo un un tetto (dieci volte la pensione minima). «Sotto quel tetto – spiegano – non tocchiamo nulla, sopra quel tetto, per la parte che va oltre lo stesso, si calcolano i contributi previdenziali versati. Se non sono stati versati i contributi corrispondenti, la parte eccedente il tetto viene tagliata e con i risparmi si aumentano le pensioni minime e di invalidità». In soldoni se quel “famoso” pensionato che prende 90mila euro al mese non ha versato i contributi per prenderla, passa da 90mila a 5mila euro al mese.

La proposta dei grillini (che hanno fatto dell’anticasta la loro bandiera), invece, è un bluff. Si propone una tassazione progressiva delle pensioni. Si comincia tassando dello 0,1 le pensioni da 1 a 6 volte la minima (cioè da circa 900 euro in su) e finisce col tassare del 32% le pensioni superiori a 50 volte il minimo (25 000 euro al mese). Il risultato è che si tassano, seppur di poco, le pensioni sotto i 1000 euro, e a quel pensionato fortunato che prende la “famosa” pensione da 90 mila euro al mese, si taglia il 30% della pensione,  cioè invece di 9 mila euro al mese ne prenderà 60mila. E questi sarebbero di sinistra? ironizza la Meloni, «allora io sono Mao Tse Tung». Per Massimo Fedriga, capogruppo della Lega in commissione Lavoro,  il Parlamento « è una gabbia di matti. Mi chiedo come il M5S e Renzi spiegheranno ai cittadini le due mozioni che hanno presentato al decreto sulle pensioni d’oro. I grillini vogliono tassare ulteriormente le pensioni minime, mentre il Pd propone di prelevare la ridicola cifra di 61 euro a chi ne guadagna in un anno 91.000».