Matteo, dalla lite surreale su Paperino alle amnesie sul Faraone indagato…

Touché. Lo pensavamo più autoironico il budino-Renzi per parafrasare l’epiteto toccato al presidente Hollande per la sua faccia poco espressiva da ex bravo ragazzo. Il segretario democratico non ha gradito l’analisi del sociologo di sinistra Luca Ricolfi (che non è nuovo a punzecchiature dirette ai compagni che si sentono sempre  “i migliori”), che sulle colonne de la Stampa giorni fa ha definito l’ambizioso Job Act renziano una sorta di Manuale delle Giovani Marmotte, istruzioni per l’uso del trio Qui, Quo, Qua (Renzi e i suoi collaboratori) per Paperino (Letta). E aveva consigliato al sindaco multitasking di farsi una chiacchierata con Archimede pitagorico, di sentire insomma qualche competente in materia e non solo la società civile. Renzi come uno dei tre nipotini di Paperon de’ paperoni? Ma come si permette Ricolfi? Matteo (e il sociologo è fortunato perché non si lascia scappare “Luca, chi?”) non ci sta e si fa ospitare dal quotidiano torinese per replicare con una lunghissima lettera. Il titolo è serio “Tutti hanno il diritto di giudicare la riforma del mercato del lavoro” ma il contenuto è un po’ acidulo e tradisce un nervo scoperto. Prima di riproporre il lungo elenco di proposte e di gigioneggiare sul metodo scelto, si mette a disquisire sui protagonisti disneyani. «Qui, Quo, Qua sono molto antipatici ma qualche problema lo risolvono. Paperino è più simpatico ma non ne azzecca una…». Hai capito che replica… Poco ficcante e sotto sotto un autogol. Si dà dell’antipatico da solo e regala all’amico-nemico Letta la definizionee di “simpatico”, ora tutto si può dire del premier tranne che sprizzi simpatia da tutti i pori. Avrebbe potuto utilizzare meglio l’intera pagima concessagli da La Stampa, magari per dire una parolina sul suo braccio destro Davide Faraone, deputato Pd e responsabile del Welfare finito tra gli 83 indagati nell’inchiesta sull’uso illecito dei fondi dell’Assemblea Regionale Siciliana. Classe 1975, è uno degli uomini di punta del Pd ringiovanito voluto dal sindaco di Firenze. Ma Faraone non è uno dei personaggi di Walt Disney, meglio soprassedere.