Matera: crolla una palazzina, lamenti fra le macerie, si cerca un disperso

Si scava tra le macerie, in vico Piave a Matera, non distante dalla cattedrale, in pieno centro storico, dopo il crollo di una palazzina di tre piani, avvenuto alle 7 del mattino. Una donna è stata estratta viva e poco dopo anche un anziano è stato messo in salvo dai soccorritori; successivamente un’altra donna di 38 anni è stata trovata ancora in vita: quando i vigili del fuoco l’hanno portata fuori in barella, un applauso è scattato dalla gente che assisteva. La donna – della quale non si conoscono le condizioni – è stata trasportata in ospedale dal 118. In tutto sono sei le persone tratte in salvo. All’appello mancherebbe solo un ingegnere di 58 anni. I vigili del fuoco, immediatamente giunti sul posto, hanno sentito i lamenti, scavano con le mani e lo cercano con l’aiuto dei cani. Non si esclude comunque che possano esservi anche dei morti.
Nella palazzina c’erano quattro appartamenti. Ancora oscuro al momento il motivo del crollo: secondo alcune testimonianze, l’edificio sarebbe collassato su se stesso. Tale ricostruzione farebbe pensare ad un cedimento strutturale piuttosto che ad un’esplosione. Intervistato da Sky Tg24, il sindaco Salvatore Adduce ha però spiegato che non era una costruzione fatiscente e che si trovava in una zona della città assolutamente non degradata. Ma da alcuni giorni gli abitanti della zona avevano notato alcune crepe sulla facciata della palazzina, secondo quanto riferito dal signor Franco Fontana, che è stato uno dei primi, insieme a Vincenzo Rosiello, ad arrivare sul posto. «Abbiamo visto – ha raccontato – un uomo di circa 70 anni uscire dalla palazzina tutto impolverato, ma illeso». In via precauzionale, comunque, sono stati sgomberati due edifici attigui alla palazzina crollata. Il viceministro dell’Interno, il lucano Filippo Bubbico, si è recato in via Piave, con lui anche il prefetto Luigi Pizzi, il sindaco e il pubblico ministero Annunziata Cazzetta. «I vigili del fuoco – ha detto Bubbico – stanno operando in maniera encomiabile, scavando a mano tra le macerie. Speriamo che non ci siano morti».