Mastrapasqua, il collezionista di incarichi, si difende dalle accuse: «Non sono un mostro»

«Mi dicono che la Procura stia chiudendo la cosa. Non accuso nessuno e aspetto. Le contestazioni non mi riguardano e non mi risulta che l’Inps sia coinvolto». Intervistato da Repubblica, il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua, indagato dalla Procura della Repubblica di Roma per presunte cartelle cliniche truccate e fatture gonfiate dell’ Ospedale Israelitico di cui è direttore generale, si dice ”sereno” e ribadisce che non si dimetterà. «Perché dovrei dimettermi? Per una informativa dei Nas ci si deve dimettere o suicidare? Con questo sistema si manderebbe a casa un premier o un capo dello Stato», dichiara Mastrapasqua, che parla di ‘due indagini fotocopia. «La prima – spiega – è durata quattro anni, un tempo enorme, e si è conclusa proclamando la mia totale estraneità. Poiché la seconda inchiesta è la fotocopia della prima, mi aspetto lo stesso esito». Mastrapasqua nega di avere 25 incarichi. «Chi lo dice non sa leggere le visure camerali che si riferiscono a quelli avuti negli ultimi 15 anni, non a quelli attuali», afferma. «Sono il presidente dell’Inps e il vicepresidente di Equitalia, per effetto di patti parasociali, e di Idea Fimit, sempre per patti parasociali che risalgono a prima che arrivassi io all’Inps. Inoltre faccio parte di uno studio professionale e non l’ho abbandonato. I clienti hanno da noi i collegi sindacali e io ci sono», aggiunge, precisando di essere presidente o membro di ”sei collegi”, e cioè ”Adr Engineering, Autostrade per l’Italia spa, Coni servizi, Loquenda, Mediterranean Nautilus Italy, Eur Tel. Tutto qui. Ecco il mostro!”. Sulla cessione all’Inps di crediti inesigibili dell’Ospedale Israelitico, “non è così”. «Tutte le fatture cedute hanno avuto una certificazione da parte delle Asl o della Regione Lazio», dice Mastrapasqua. «Quanti istituti sanitari nel Lazio lo fanno? Zero su zero. Noi abbiamo certificato il 100%».