L’ultima trovata della Regione Sicilia per aggirare la spending review: contratti da colf per i portaborse

All’Assemblea siciliana sbarcano anche le “colf”. È l’ultima trovata di alcuni deputati regionali per “aggirare” i vincoli della legge sulla spending review, approvata dal Parlamento lo scorso 18 dicembre. Nell’era di Rosario Crocetta succede anche questo, altro che trasparenza e tagli. Da qualche giorno a Palazzo dei Normanni ci sono deputati con “colf”, portaborse inquadrati col contratto da collaboratori domestici. A innescare la corsa all’assunzione dell’ultim’ora, che non ha risparmiato neppure i Cinquestelle, è stata la norma che ha ridotto i budget per i collaboratori amministrativi ma ha previsto un regime transitorio, fino al 2017, per i contratti vigenti al 31 dicembre 2013. Così per evitare di perdere 3.180 euro, alcuni deputati hanno assunto prima del 31 dicembre nuovi collaboratori, garantendosi in questo modo il contributo per altri tre anni. Il numero esatto di questi nuovi assunti ancora non c’è. La scelta di adottare il contratto dei “domestici”, ha spiegato il deputato dell’Udc e avvocato Alice Anselmo, serve a scongiurare problemi giuridici. «Solo le imprese e gli enti possono assumere – ha detto la parlamentare al Giornale di Sicilia – ma il contratto delle colf è l’unico che prevede la tipologia utilizzabile da una persona fisica, qual è un deputato: si tratta genericamente di servizi alla persona e all’interno del contratto da colf è prevista anche una categoria di servizi amministrativi. Per questo motivo io e molti altri colleghi abbiamo scelto questa soluzione». Nelle ultime due settimane dell’anno, a Palazzo dei Normanni c’è stato un via vai di nuovi “portaborse”, questo sebbene il Parlamento abbia già un bacino di 85 persone cosiddette “stabilizzate”, alcuni con vent’anni di precariato alle spalle, da cui i gruppi parlamentari possono attingere per dotarsi di particolari figure.