Lo spread sotto la soglia dei 200 punti: mai così basso da quando lo si usò per cacciare Berlusconi

Il tormentone dello spread stavolta fa segnare un capitolo positivo e segnala una buona notizia per la nostra economia sul fronte dei titoli di Stato. Lo spread tra il Btp decennale e il suo equivalente Bund tedesco cala sotto la soglia psicologica dei 200 punti base, toccando quota 199 per poi risalire a 201 in tarda mattinata, ma su livelli mai così bassi dal 6 luglio 2011, la data che segnà l’inizio della fine per il governo Berlusconi, assediati dalle accuse di non riuscire a rassicurare i mercati.Quella di oggi, al di là delle strumentalizzazioni, è una buona notizia che fa esultare, su twitter, il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello, che scrive: «Spread arrivato sotto quota 200, nuovo record! Meno tassi, meno spesa, meno tasse! La stabilità paga (anche in euro!)». Giovedì il rendimento sul Btp decennale era ridisceso sotto la soglia del 4% per la prima volta dallo scorso maggio. Testa a testa anche fra i Btp decennali e gli omologhi Bonos. I titoli spagnoli si stanno muovendo intorno quota 200 punti di spread con i Bund tedeschi a dieci anni. Il rendimento dei nostri titoli è al 3,95% mentre quello dei titoli a dieci anni di Madrid è al 3,93. Sul fronte dei mercati azionari europei, aperture  leggermente in rialzo in avvio dell’ultima seduta della settimana, con Milano (Ftse Mib +0,8%) che sfrutta il recupero dello spread ed è di qualche frazione la migliore. A metà giornata accelera ancora Telecom (+6%) sulle ipotesi per Tim Brasil, seguita da Wdf (+3%) e Autogrill (+2%). Le banche sostengono il listino (Bpm +2%, Intesa +1,3%, Unicredit +1,1%) con la sola Mediolanum che appare debole (-1,2%). Piatte Fiat (-0,7%) ed Exor (-0,1%) dopo la corsa di ieri.