Lezioni di Islam in Germania. Il metodo può funzionare contro il fondamentalismo religioso?

È destinato a far discutere, o comunque a creare un precedente, il caso delle lezioni di Islam nelle scuole tedesche elementari dell’Assia: lo scrive il New York Times, spiegando come l’iniziativa delle autorità tedesche sia dettata dal tentativo di promuovere l’integrazione della principale minoranza del Paese, quella musulmana appunto, e di contrastare allo stesso tempo la crescente influenza del radicalismo religioso. Ma in questo caso ad interessare non è tanto la retorica sull’integrazione, quanto il fatto che la scelta di mandare nelle scuole insegnanti istruiti direttamente dal ministero (e non reclutati tramite associazioni esterne) miri a contrastare il fondamentalismo religioso. La scommessa è assai ambiziosa: facendo dell’Islam materia di insegnamento della scuola pubblica è più facile arginare le degenerazioni del fanatismo. La religione islamica verrebbe ricondotta al suo nucleo più autentico: una via di fede per la salvezza individuale e non una dichiarazione di guerra all’Occidente. In Italia il tema non è neanche lontanamente sfiorabile, vista la detestabile tendenza delle forse politiche a trattare questi temi non nell’ottica del superiore bene nazionale ma in quella della propaganda elettorale.

Ma perché la Germania sta sperimentando anche questa strada? L’Intelligence tedesca tiene sotto osservazione ben 5mila estremisti salafiti. Ancora, sempre secondo il Nyt sarebbero almeno 200 i tedeschi partiti per combattere in Siria contro il regime di Bashar al Assad. Le forze di sicurezza temono non solo le partenze verso zone di guerra, ma anche un loro ritorno in Germania e l’eventuale importazioni di pratiche di terrorismo di matrice religiosa.