Legge elettorale, ancora tensione in aula. Stavolta è la Lega a chiedere la testa della Boldrini

In un clima di grande tensione è iniziato alla Camera l’iter per l’approvazione delle legge elettorale, con il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità e di merito presentate da Sel, Pi, Fdi e M5s, con voto segreto, tutte bocciate.

Stavolta la protesta più eclatante non è dei grillini ma della Lega, che non partecipa alle votazioni di oggi e ha lasciato l’aula. Lo ha annunciato Giancarlo Giorgetti in solidarietà per Christian Invernizzi, “cui ieri è stato impedito di votare in Commissione”. «Non c’è violenza maggiore di impedire a un deputato di votare», ha ribadito. «Ieri c’è stata violenza fisica, sessista, ma la violenza più inaudita e assolutamente inaccettabile è quella che in un aula impedisce a un deputato che rappresenta la nazione di poter votare», ha sottolineato Giorgetti. «Non sappiamo di chi sia la responsabilita. Sappiamo che un fatto certo è che un deputato non ha potuto votare. Ci è stato negato di rivotare, le motivazioni non le condividiamo e crediamo che sia il presidente della Camera, non la maggioranza, a dover garantire il diritto di votare», ha proseguito il capogruppo leghista. «Per questo noi, gruppo della Lega, in segno solidarietà a Cristian Invernizzi, non parteciperemo alle votazioni della Camera e speriamo che sia un’occasione di poter riflettere su quanto avvenuto», ha concluso Giorgetti abbandonando l’emiciclo con i suoi colleghi e chiedendo le dimissioni della Boldrini.