La verità di Valerie su Hollande: «Il potere ha distrutto il nostro amore»

«Il potere ha distrutto la nostra relazione, se Francois non fosse diventato presidente forse saremmo ancora insieme». La vita dopo l’Eliseo di Valerie Trierweiler, l’ex première dame di Francia, è cominciata con un viaggio a scopo umanitario a Mumbai. Dopo una settimana in ospedale e la pausa a Versailles, Valerie è apparsa in meno di ventiquattr’ore e per la seconda volta in pubblico. È sorridente anche se un po’ stanca e dimagrita. Parlando con alcuni media ha dato la sua “verità” sulla fine del rapporto con Hollande avvenuta dopo la pubblicazione delle foto che hanno portato alla luce del sole la relazione tra il presidente e l’attrice Julie Gayet. La sua sembra un’operazione di “riconquista dell’onore perduto”, ha scritto Le Monde, da parte di una donna «tradita, umiliata e ripudiata». Il secco comunicato con cui Hollande ha infatti “messo fine” alla sua storia con Valerie Trierweiler che andava avanti dal 2007, è parso a molti indelicato. Valerie ora ha confermato che con Hollande non c’è nessuna «guerra, continuiamo a telefonarci». Certo, ha aggiunto, «la mia separazione è stata una rottura, non un licenziamento. Non c’è stato preavviso». E poi la critica: «Non l’ho spinto io a diventare presidente». Per lei, è inoltre «importante che ci sia una première dame» all’Eliseo e non la infastidisce essere chiamata «ex première dame». All’Eliseo per molti era da mesi una “figura ingombrante”. I francesi non l’amavano. Dopo Mumbai, Valerie Trierweiler dovrà cominciare una nuova vita. C’è chi si chiede se si inventerà lo statuto di ex premiére dame, restando una personalità pubblica, o se riprenderà a tempo pieno il suo lavoro di giornalista a Paris Match, magari ricominciando la sua esperienza televisiva, che aveva messo da parte con l’elezione di Hollande. Di certo non guarderà con interesse alla politica. «Sono vaccinata – ha detto – non ci si rende conto di quanti tradimenti e ipocrisia ci siano. Per ora mi prendo un po’ di riposo e di tempo per riflettere».