La suora neo-mamma ha chiamato il piccolo Francesco. Ma il padre ancora non ha un nome

È accaduto tutto molto in fretta, ma in un gran riserbo. I forti dolori addominali. La telefonata al 118 chiamato dal convento delle piccole discepole di Gesù. La corsa in ambulanza. Il ricovero in pronto soccorso con il codice giallo. L’ecografia e la scoperta della gravidanza. Segreto custodito a lungo, o sconcertante scoperta tardiva, qualunque sia la reale spiegazione di questa nascita inattesa, la verità si è imposta in poche, concitate ore. Poi la notizia è rimbalzata dai social network, diffondendo un tam tam che al clamore per l’eccezionalità dell’evento, ha aggiunto l’incredulità. È accaduto tutto in poche ore, nella notte tra mercoledì e giovedì a Rieti, dove una giovane suora ha dato alla luce un bambino di 3 chili e mezzo registrato con il nome di Francesco Sandrino e il cognome della donna, senza quello del papà, di cui non si hanno ancora notizie. Un parto che ha stupito tutti, credenti e non: dai sanitari giunti per il primo soccorso alla donna, che hanno accertato immediatamente lo stato di gravidanza, alla comunità religiosa del reatino, fino ai cittadini, passando per gli amici e i congiunti della sorella neo-mamma, ricoverata al De Lellis, in una stanza del reparto maternità, lontana da occhi indiscreti, e assistita dalla sorella che vive in Italia. Rassicurata dalla benevolenza protettiva attivata prontamente intorno al suo caso, dalla curia reatina – «è venuta meno a uno specifico voto – ha commentato il portavoce del Vescovo di Rieti, Delio Lucarelli – ma è preferibile che conduca una vita secolare lontana dall’istituto religioso e vicina al figlio. La diocesi le sarà vicina almeno per i primi tempi, ha garantito il prelato – come dalle puerpere del reparto in cui la giovane mamma è assistita, che hanno sollecitamente organizzato una colletta per provvedere a un mini-corredo del neonato. Il piccolo, intanto, fanno sapere dal reparto di ostetricia, sta bene, come la sua mamma.

Fuori, giornalisti e fotografi assediano l’ospedale, mentre in città non si parla d’altro. E a stroncare sul nascere curiosità e commenti, e ovviare all’imbarazzo, è intervenuta suor Erminia, la madre superiora del convento che sorge ai piedi del suggestivo santuario di Sant’Antonio al Monte: «Ha fatto tutto da sola, siamo sconvolte e non sappiamo nulla – ha dichiarato nelle ultime ore la consorella – e ora che volete che dica: non ha saputo resistere alla tentazione, ma non ha fatto del male a nessuno». Anzi, fino ad oggi di lei si è parlato solo per l’opera di assistenza svolta dalla suora neo-mamma in passato, allo stesso ospedale De Lellis, dove ha partorito, come con gli anziani ricoverati nella casa di riposo privata attigua al convento, nel quartiere Campomoro, dove la religiosa viveva da tempo.

E allora, cosa sia accaduto prima di quelle ore convulse alla suora originaria di El Salvador, sono le stesse consorelle a raccontarlo. «Non ci ha detto nulla – ha spiegato una di loro – avevamo notato che era ingrassata, ma ultimamente si era chiusa molto, era scontrosa e non riuscivamo a capire perché. Mercoledì mattina ha chiamato da sola l’autoambulanza, e noi ce ne siamo accorte solo perché era aperto il cancello». Il resto è la cronaca di questi giorni.