La sinistra a corto di militanti? Macché, sono tutti nelle stanze della Rai e in tv

Non c’è solo l’Annunziata che etichetta come «impresentabili» quelli del centrodestra. Non c’è solo Fabio Fazio, che sembra il megafono del Pd. I militanti del servizio pubblico spuntano come funghi. Che Rai3 sia una rete di sinistra è cosa nota. Che sia zeppa di giornalisti e conduttori di sinistra è cosa altrettanto nota. Non si capisce bene perché continui questa consuetudine, nonostante siano lontani i tempi della spartizione politica, una rete alla Dc, una al Psi e una al Pci. Ma nessun “democratico” grida allo scandalo, come avviene invece quando si parla di Mediaset. La sinistra è “padrona” di Raitre per volere divino, nessuno deve indignarsi, nessuno deve osare dire una parola. Il tutto però finisce una nuvola di demagogia, con frasi del tipo “ci sono programmi di livello”, culturali e magari radical-chic. Poi però c’è sempre chi va sopra le righe, non trattenendo la natura di militante politico. Ecco che Loris Mazzetti, capostruttura di Rai3 a Milano, si lascia sfuggire una frase su twitter: «Brunetta va in tv e crolla l’ascolto, su twitter viene completamente ignorato, su facebook è inesistente, ma il suo padrone lo sa?». Una frase, tripli insulti. Tanto da scatenare la reazione dello stesso Brunetta, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al presidente della Vigilanza Rai, Roberto Fico: «È inaccettabile che un funzionario Rai di lungo corso come Loris Mazzetti, in azienda dal 1980, giornalista de Il Fatto quotidiano, pubblichi dichiarazioni false, denigranti, gravemente offensive, tese a ridicolizzare un esponente politico, ospite di recente di una trasmissione di Rai3». E cita vari articoli del Codice Etico Rai che mettono spalle al muro Mazzetti. Ma al di là dei comportamenti personali di giornalisti, dirigenti e conduttori, resta sempre il mistero del perché Rai3 debba essere appannaggio di una parte politica. A meno che il servizio pubblico non sia inteso come servizio riservato al pubblico di sinistra.