La locomotiva tedesca detta le regole. Tutti devono seguirle tranne… i tedeschi

da Mario Pulimanti.

Secondo gli ultimi dati forniti dall’Istat per i giovani è sempre più difficile trovare un lavoro; in cinque anni salari cresciuti solo di 4 euro; boom della disoccupazione; aumenta l’aspettativa di vita, ma un pensionato su due non arriva a 1000 euro al mese. Per di più,  in Italia nel 2014 sarà applicato il “fiscal compact”, cioè di un accordo europeo che ridurrà in miseria tre quarti della popolazione italiana. Questo patto fiscale sottoscritto in Europa, prevede infatti  l’impegno degli Stati firmatari a perseguire il pareggio di bilancio attraverso la riduzione progressiva del debito pubblico. Per l’Italia, a conti fatti, si tratta di un impegno finanziario gravosissimo, pari a cento miliardi l’anno, per vent’anni. Ciò significa che il nostro governo, in forza della legge di stabilità, dovrà prevedere, oltre a tutto il resto, cento miliardi di euro in più per abbattere progressivamente il debito pubblico. In sintesi, una volta andato a regime, il “fiscal compact” allungherà la mano nelle nostre tasche per prendere 50 miliardi e questo lo farà per 20 anni. Tutti gli Stati membri dell’Unione hanno firmato il trattato, ad esclusione della Germania, che ha attivato dei ricorsi alla Corte costituzionale tedesca, per esser sicura che quanto deciso a Berlino non sia anticostituzionale. In altre parole, la locomotiva tedesca detta le regole che gli altri devono seguire… tutti meno i tedeschi. Nel frattempo, le mie condizioni economiche  sfiorano l’indigenza.