La Lega ai caselli contro i rincari autostradali. Ma a preoccupare sono i possibili blocchi dei forconi

Per ora la battaglia contro l’aumento dei pedaggi autostradali è totalmente intestata alla Lega. In queste ore, infatti, una serie di caselli del Nord è presidiata esclusivamente dai militanti del Carroccio. Alla barriera di Gallarate sono affiancati anche dal segretario Matteo Salvini e dal presidente Umberto Bossi, che sono stati accolti al grido di «Secessione! Secessione!». La protesta ha preso così una piega tutta localista, come se poi il traffico e le tariffe delle autostrade non fossero una faccenda che riguarda l’intero Paese. «Sono qui e non pagherò il casello dichiarando che il servizio fa schifo: è una questione di giustizia sociale, perché ci sono mille chilometri di autostrade al Sud gratis e bastonano il Nord», ha sostenuto Salvini, mentre per Bossi «bisogna ridistribuire i sacrifici su tutto il Paese e non mungere sempre la stessa vacca, il Nord». A restituire alla protesta una dimensione nazionale, però, ci potrebbero pensare i forconi, che da questa mobilitazione potrebbero trarre nuova linfa dopo il flop delle manifestazioni di piazza di metà dicembre. In particolare, ci potrebbe pensare proprio quella parte di forconi che allora si sfilò e che ora, invece, annuncia di volersi collocare in testa ai blocchi: gli autotrasportatori. L’Unatras, l’associazione dei proprietari di Tir, ha già annunciato di essere pronta al «fermo selettivo dei camion», che poi significa il blocco delle autostrade che hanno subito i maggiori rincari: Veneto e Abruzzo. Dunque, non solo al Nord. Sarebbe il caos, un po’ come all’alba del movimento che, nel 2011, proprio grazie al coinvolgimento dei Tir, riuscì a scatenare un discreto disagio in tutta la Penisola e a conquistare una ribalta su cui poi, a ben vedere, ha vissuto di rendita. Il governo, quindi, corre contro il tempo per cercare una quadra difficile da trovare, tra richieste dei concessionari ed esigenze degli utenti. Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha convocato per il 15 gennaio una riunione con l’associazione delle società concessionarie (l’Aiscat), con all’ordine del giorno lo studio di forme di abbonamento per autotrasportatori e pendolari. In quella sede presenterà un’ampia documentazione sulle 23 concessioni oggi in vigore. Resta da capire, però, se riuscirà convincere il fronte della mobilitazione.