La “gaffe” del nostro ambasciatore. Scambio di fiori e sorrisi con il nazionalista indù che vuole la pena capitale per i marò

Non proprio a testa alta. Il tardivo (e finora insufficiente) interessamento del governo per il rientro in patria dei due marò, da quasi due anni in India, viene smentito dal fuor d’opera del nostro ambasciatore a Nuova Delhi,  Daniele Mancini, che si fa ritrarre in atteggiamenti a dir poco cordiali con Narendra Modi. Chi è?, direte voi. È il candidato premier del partito nazionalista indù, che vuole la testa dei due fucilieri di Marina. La notizia choc  è di Fausto Biloslavo che su Panorama spiega come Modi, che potrebbe diventare il prossimo premier indiano, sia un personaggio molto discusso, fino a marzo scorso inviso a Londra e ai partner europei e adesso méta di pellegrinaggi, tra i quali quello dello zelante Mancini. Nulla di male forse se il nazionalista indù non fosse tra i più duri nei confronti dei due marò e il suo partito non fosse il più convinto sostenitore della pena di morte per gli italiani. Eppure il 24 e 25 novembre l’ambasciatore ha guidato una missione italiana nello stato indiano del Gujarat, dove Modi governa da 13 anni. «Nella prospettiva del rafforzamento della presenza economica-commerciale in India» scriveva il sito della nostra ambasciata. Naturalmente, proprio come la Bonino nella sua audizione in commissione Difesa, non si fa alcun cenno al caso dei marò, che in novembre era già impantanato. Le imbarazzanti fotografie che ritraggono Modi che consegna un mazzo di fiori a un Mancini sorridente sono state postate, come una medaglia al merito, dallo stesso Modi nel suo sito. Fu proprio la sua portavoce – racconta Biloslavo – a chiedere che fosse applicata per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone la legge antiterrorismo che prevede la pena di morte. E ancora in un comizio a settembre il candidato premier criticava i “privilegi” concessi ai due marò con la libertà provvisoria. Possibile che il nostro irreprensibile ambasciatore non sapesse nulla? Che proprio lui faccia da testimonial all’uomo che vuole la testa dei nostri marò è davvero troppo.