La Fiat cerca di restare a galla, per questo accarezza l’idea di trasferirsi

da Paolo Allegri.

È altamente probabile che Fiat trasferisca la sede legale a Londra o in qualsiasi altro posto dove il fisco non rappresenta il terrore di chi semplicemente vorrebbe lavorare e nulla più. Non si tratta di elusione fiscale, si tratta invece di mettere in pratica tutto quello che è possibile per stare a galla. In un mondo dove la sopravvivenza si gioca sulla competitività, anche pochi punti di pressione fiscale in meno, assieme a uno Stato che non pretende di mettere in atto cose senza senso, possono essere determinanti per salvare un’impresa da una condanna a morte certa. Se ne sarebbero già andate anche molte altre aziende importanti se non fosse che nel loro azionariato vi è ancora una determinante presenza dello Stato.

Nessuno ha ancora pensato che dietro alla Fiat andranno anche tutti quelli che appartengono all’indotto. Fiat chiederà loro di diventare più competitivi, ben sapendo che la richiesta non potrà essere messa in pratica rimanendo in Italia. Oltretutto i rapporti tra Fiat e aziende della subfornitura diventano più semplici se tutti avranno sede legale a Londra, dove eventuali ricorsi alla magistratura vengono risolti rapidamente senza trasformarsi in un calvario, dove le regole sono chiare e certe, dove la retroattività delle norme non è neppure pensabile.

Tanto di cappello alla Fiat e alla sua decisione. Ecco come si risponde a uno Stato criminale che porta la gente a suicidarsi. Apprezzo le parole di Saccomanni quando ammette di dover abbassare le tasse, peccato che non lo possa fare, l’unica via di salvezza sarebbe di ridurle a un quarto di quelle attuali. Ma l’Europa non lo permetterebbe mai.