La Dandini e Vecchioni “insegnano” omosessualità nelle scuole: l’ultima trovata di Marino

Una circolare firmata dall’assessore (o meglio assessora, come lei si definisce) Alessandra Cattoi e indirizzata ai dirigenti scolastici e agli insegnanti chiamati a portare nelle classi il progetto Lecosecambiano@Roma, che – a una prima lettura – è uno strumento contro il bullismo omofobico ma che,se poi si legge a fondo, nasconde più di un’insidia. Sono previsti, infatti, incontri formativi nelle scuole attraverso testimonianze di personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura. E qui c’è un primo trappolone, perché basta leggere i nomi per capire che c’è il rischio di indottrinamento. La lista dei “testimoni” è di per sé significativa. C’è Serena Dandini, la conduttrice sempre al centro di polemiche a causa della sua faziosità politica, in passato anche madrina del Gay Pride. C’è Dacia Maraini, scrittrice icona della sinistra più becera e fanatica. C’è Maria Sole Tognazzi, tra coloro che hanno inviato una lettera al sindaco Marino invitandolo «a chiedere agli insegnanti di parlare di omosessualità, di bisessualità e transessualità». C’è Francesca Vecchioni, figlia di Roberto, famosa per aver avuto due gemelle con la sua compagna grazie alla fecondazione eterologa, fatta in Olanda perché vietata in Italia. E proprio lei porta avanti l’idea che «la famiglia nasce da un’unione sentimentale che prescinde dal sesso dei suoi componenti». E immancabilmente c’è il padre Roberto Vecchioni, simbolo dei cantautori della sinistra, girotondino e non certo super partes. Il pranzo è servito, quindi. Ma ora la trappola sta venendo fuori e crescono le proteste. «Sono otto mesi che abbiamo chiesto di incontrare il sindaco Marino, ma ad oggi ancora nessuna risposta. Non solo: dopo aver smantellato tutte le politiche familiari che avevamo contribuito ad attuare negli anni precedenti, vengono prese iniziative che riguardano le famiglie romane senza confrontarsi con le Associazioni familiari o dei genitori», ha scritto, in una nota, la presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Lazio Emma Ciccarelli, alla luce proprio del nuovo bando promosso dall’assessorato Scuola. «Siamo contrari, come è ovvio, ad ogni forma di bullismo all’interno delle scuole, ma siamo convinti che questo delicato tema educativo debba essere trattato concordando con i genitori i modi e i tempi onde evitare indottrinamenti. Per questo chiediamo un confronto: abbiamo ricevuto centinaia di mail da parte di genitori spaventati per queste proposte educative che trattano temi così delicati. L’omofobia si vince con l’educazione, non con l’ideologia».