Il triste spettacolo parlamentare dei grillini è il frutto avvelenato di chi ha coltivato l’antipolitica…

Adesso tutti scoprono la “natura” dei grillini arrivati in Parlamento grazie all’antipolitica praticata da pessimi politici. Li si reputava ragazzotti (qualcuno a dire la verità un po’ attempato)  vivaci, scanzonati e perfino “simpatici” per come possono esserlo dei neofiti un po’ spaesati in  ambienti nuovi e complessi come le istituzioni parlamentari. Faceva tenerezza a più d’un radicalchic che portassero a tracolla adolescenziali zainetti e conferissero agli austeri corridoi di Montecitorio e di Palazzo Madama punte di brio coerenti con i tempi nuovi di cui erano espressione. Qualcuno gli avrebbe dedicato volentieri dei ditirambi se ne fosse stato capace, ma non mancarono elegie in prosa fino ad evocare una sorta di irruzione “futurista” in aule sorde e grigie per definizione.

Si fecero immediatamente riconoscere gli eletti di Movimento Cinque Stelle per le loro colorate intemperanze che gli guadagnarono titoloni sui giornali e per le pretese di aggirarsi negli ambulacri si Camera e Senato muniti di telecamere portatili al fine di documentare l’ “inferno” nel quale albergava la corruzione parlamentare. Loro, i nuovisti per eccellenza, i duri e puri che avevano ricevuto valanghe di voti perché facessero un po’ di politica piuttosto che produrre scadenti show conditi di volgarità e di ignoranza (come i fatti degli ultimi giorni hanno abbondantemente dimostrato), pensarono bene di alzare sempre di più il tiro contro le istituzioni delle quali, forse senza accorgersene, loro stessi erano diventati parti integranti, per fare notizia, per mostrarsi “diversi”.

A tal fine rinunciarono fin da subito – drammatica quella diretta streaming dei due capigruppo grillini con Bersani e Letta che tentavano di convincerli a sostenere il loro esecutivo: drammatico per i due esponenti piddini, sia chiaro) – a fare politica, a proporre sensate iniziative intorno alle quali coinvolgere parlamentari di altri gruppi. Insomma, fu chiara la sinfonia che avrebbero fatto ascoltare agli italiani.

Ci si può meravigliare di quanto hanno mandato in scena? Insulti gratuiti ed indecenti ai colleghi (colleghi?), tentativi di assalti ai banchi del governo e della presidenza della Camera, squinternate manifestazioni di intolleranza nei confronti di chiunque, memorabile topica giuridica e costituzionale l’impeachment del capo dello Stato definito nei peggiori modi possibili ed inimmaginabili fino all’altro giorno in un’Aula del Parlamento che pure in quasi settant’anni ne ha viste di tutti i colori.

Stupirsi di quanto accaduto è almeno da rubricare tra le ipocrisie che ammorbano la vita pubblica italiana. E coloro che  li hanno lisciati, immaginando di poterli domare ed utilizzare – soprattutto i grandi opinionisti di sinistra, gli intellos che capiscono tutto sempre prima degli altri, i compiacenti giornalisti dileggiati per il loro servilismo strisciante proprio dagli stessi grillini  – si accorgono ora  di avere a che fare con gente che costringe la presidente della Camera a chiudersi a chiave (non abbiamo la possibilità di verificare, purtroppo), come è stato raccontato, per difendersi dalla furia dei nuovi saltimbanchi ispirati da un comico che si propone come comandante rivoluzionario alla conquista della Repubblica.

Chi ha seminato vento raccoglie tempesta. I “ragazzi vivaci” non praticano l’ostruzionismo, ma hanno intenzione di travolgere ogni cosa, mossi da rabbia e risentimento: la pratica del filibustering, nobilmente adottata in molti Parlamenti, a cominciare da quello britannico, è altra cosa rispetto a quello che si è visto negli ultimi giorni a Montecitorio. Sembra strano ai grillini, ma essa è regolamentata e non è anarchica, dunque; deve seguire prescrizioni statuite ed accettate fino ad arrestarsi quando l’interesse generale e la volontà della maggioranza non vengono messe in pericolo, come stava accadendo, diversamente – lo capiranno anche loro – qualsiasi minoranza può tenere in scacco un Parlamento dominato da forze di segno diverso costrette a soccombere.

Dunque, perché meravigliarsi, indignarsi di fronte all’occupazione del tetto di Montecitorio o al blocco dei lavori d’Aula o agli insulti pesantissimi ed indecenti rivolti da uno degli scalmanati pentastellati all’indirizzo delle deputate del Pd in Commissione Giustizia? Si sapeva – e  lo avevamo paventato nei giorni del furore mediatico  innescato all’ingresso delle sedicenti “forze nuove” e non conformiste nel Palazzo – che sarebbe andata a finire così. E quel che è peggio è che con la nuova legge elettorale, Grillo riporterà in Parlamento la stessa truppa, forse addirittura accresciuta, non certo con l’ambizione di governare, ma coerentemente per continuare ad incendiare animi e bloccare il corretto svolgimento dei lavori parlamentari. Un bel capolavoro. Guarda caso attuato da chi ha gridato all’antipolitica senza neppure sospettare di averla così docilmente assecondata nel corso degli ultimi dieci anni soprattutto.