Il sindaco di Ravenna che imbarazza il Pd: «Il partito tolga le slot machine dalle Case del popolo»

La prima notizia: le Case del Popolo, ossia i circoli e gli spazi legati al Partito democratico, hanno al loro interno slot-machine. La seconda notizia è che il sindaco di Ravenna del Pd, Fabrizio Matteucci, ha deciso di rompere il silenzio sull’imbarazzante circostanza e ora fa ufficialmente pressing sul suo partito chiedendo espressamente di togliere di mezzo quelle rovinose macchinette mangia-soldi dagli spazi gestiti dal suo stesso partito. Onore al sindaco, ma certo è bizzarro che in un momento in cui a parole si tenta di contrastare il disagio delle ludopatie, nei fatti si tengano quelle diaboliche macchinette in casa…  Da più parti giungono notizie drammatiche di tante vite disperate entrate nella spirale perversa del gioco d’azzardo. Non solo, ma appena un mese fa anche il governo ha dovuto a furor di popolo fare marcia indietro sul provvedimento contenuto nel “salva Roma” ( firmato anche dal Pd) che intendeva limitare i fondi ai comuni “virtuosi”, ossia a quelli in maniera più restrittiva si opponevano al gioco d’azzardo. Un provedimento nato per fare cassa e definito nel modo più tenero «una porcata». In tante città sono sorti movimenti spontanei “no slot” d’intesa con molti bar che hanno rinunciato alle lucrose macchinette. Chi se l’aspettava che bastava entrare in una Casa del Popolo per trovarne una?
Al sindaco Matteucci, appena due settimane fa gli era stata posta una domanda precisa sul tema spinos, ma lui non si era sbilanciato all’inizio: «Dovete chiederlo al segretario del Pd, io faccio il sindaco». Poi evidentemente non ce l’ha fatta più e non ha esitato a chiamare in causa la schizofrenia del suo partito su un tema sul quale si sta spendendo sia a livello locale che nazionale. Ci sono «lobby potentissime» che impongono allo Stato una «legislazione che, per educazione, definisco carente», contro la quale «bisogna battersi con la gentilezza di un bulldozer per ottenere nuove regole e nuove tasse sul gioco d’azzardo», tuona. Per esempio limitazione degli orari delle sale giochi, stop alla pubblicità, divieto di collocare sale gioco d’azzardo in determinate zone. E tra i luoghi “diabolici”, imbarazzante o no, ci sono anche le “mitiche” case del popolo.