Il Pd “renziano” spinge per le dimissioni del ministro, nella speranza di affondare Letta

Semplice richiesta di dimissioni o un voto di sfiducia? Il ministro Nunzia De Girolamo ha da poco concluso l’intervento in aula che già si scatenano le polemiche e la bilancia del Pd (che ha presentato l’interpellanza) sembra oscillare più per la prima ipotesi. Come conferma il dem Andre De Maria: «Valuteremo le sue parole, e saremo molto, molto esigenti. Per molto meno una sua collega, Josefa Idem, iscritta nel Pd, si è dimessa». Parole che appaiono quasi come una ripicca, un voler a tutti i costi pareggiare il conto. Il tema infiamma subito il dibattito parlamentare e a distanza interviene anche il presidente dell’assemblea Pd, Gianni Cuperlo che a Coffee break, in onda su La7 puntualizza che «c’è un tema politico che riguarda un criterio di opportunità, di contesto, non è tema solo giudiziario. Per me si parte dal fatto che c’è una dimensione della politica che non si può scaricare su quella giudiziaria. Esiste una dimensione della politica, della responsabilità politica che viene prima. Sia Letta a valutare il da farsi. Ma penso che un gesto del ministro le consentirebbe di difendere la sua onorabilità». Ma i Cinque stelle in una nota ribadiscono «la richiesta di calendarizzare in tempi rapidi la mozione di sfiducia. E non solo: chiediamo ai deputati Pd, che oggi hanno espresso sterili perplessità, di firmare la nostra mozione che dovrebbe essere discussa alla Camera nei prossimi giorni». Mentre Scelta civica con il suo capogruppo Andrea Romano spedisce la patata bollente al premier Letta: «Prendiamo atto della dettagliata ricostruzione fornita davanti alla Camera da De Girolamo. Ministro che non è indagata dalla magistratura», ma dalla ricostruzione fatta «emerge un quadro di relazioni e di modalità operative che può apparire discutibile e che rende però opportuni ulteriori approfondimenti a 360 gradi da parte degli organi competenti e in particolare della magistratura. In mancanza e in attesa di tali approfondimenti, per quanto riguarda gli aspetti politici della vicenda, ci affidiamo alla valutazione che vorrà dare il presidente Letta relativamente alla conferma della propria fiducia al ministro». Ma lei non ci sta. E rispondendo a una domanda sulla richiesta di dimissioni rintuzza: «Credo che in questo momento come alcuni giornalisti che hanno costruito fantasmi sui questa storia, Sc debba prima leggere la mia relazione nella quale non mi sono sottratta a nulla. Poi dovrà decidere responsabilmente». Affondo anche del Psi: «Dichiarazioni che non chiariscono il merito della vicenda, a meno che non si pretenda che si creda ai “manovratori occulti contro la democrazia”, che è come “buttare la palla in tribuna”».  In replica all’interpellanza del Pd, Barbara Saltamartini (Ncd) puntualizza: «Vorremmo vivere liberi di poter parlare in casa propria, senza che un lestofante possa prelevare all’estero le nostre conversazioni». E rileva: «Abbiamo capito quanto male può fare alla democrazia e alla politica l’uso di strumenti indegni che andrebbero distrutti e invece una certa stampa propala». Dal canto suo, il ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi entrando a Palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri sottolinea: De Girolamo ha dato «risposte puntuali a tutte le domande che le sono state fatte e ha rivendicato con orgoglio il lavoro fatto, spingendoci a una riflessione: mettere sulla graticola una persona, un ministro senza entrare nei fatti è un errore».