Il canone Rai e i contratti milionari ai soliti volti noti della tv

da Piero Sositivo.

Deve essere cambiato qualcosa dalle parti di Via Mazzini. Gli anni scorsi la Rai iniziava a ricordarci che c’era da pagare il canone, che il termine scadeva il 31 gennaio, e lo faceva attraverso ripetuti spot che si affollavano sempre più a partire dall’inizio di dicembre. Non si è ancora visto nulla del genere. Questo silenzio fa pensare che la Rai abbia gettato la spugna, del tutto impotente nell’arginare l’imponente evasione. Consci che dopo la raffica di mazzate a ripetizione che hanno decimato le spese per regali di Natale, dopo il pagamento della cosiddetta mini-Imu di metà gennaio, ben sapendo che al 31
dicembre il numero di imprese chiuse sarà aumentato a dismisura e il numero di persone disoccupate esploderà, di soldi per pagare il canone ce ne saranno sempre meno. Dopo tutto vale sempre di più il concetto del prima sfamare la propria
famiglia, poi se ne rimane a sufficienza si pensa a contribuire per garantire a certi personaggi il pagamento dei contratti milionari e il ripianamento del rosso cronico dell’azienda.