I libri della settimana: vite da pendolari, l’attualità di Machiavelli, la biografia di una monaca del Medioevo narrata ai bambini, le provocazioni di Zizek e i racconti di Asimov

Siamo immersi non in un’era liquida ma in un flusso di continuo movimento. In un passato ancora prossimo l’identità personale veniva costruita sulle radici, sull’appartenenza a un luogo oggi  tutto questo è ormai sostituito dalla capacità di servirsi, approfittare e anche godere di una mobilità, fisica e virtuale, praticamente illimitata: dal pendolarismo tra mutevoli sedi di vita e di lavoro, al flusso ininterrotto di informazioni globali in rete; dal turismo al consumo crescente di merci de-localizzate; dalla possibilità di comunicare con chiunque praticamente da ogni luogo allo sviluppo di relazioni intime a distanza. Esperienze inedite, che portano con sé benefici straordinari ma anche costi non sempre immediatamente visibili. Una dimensione indagata nel saggio Vite mobili (Il Mulino, pp. 262, euro 21) di Anthony Elliott e John Urry.

Il 2013 è stato l’anno di Machiavelli e del suo celebre trattato, Il Principe (che vedeva la luce proprio cinquecento anni fa, nel 1513). Ma sull’attualità del suo pensiero la discussione è destinata a non esaurirsi Due interpreti d’eccezione, il giornalista Antonio Gnoli e uno storico della filosofia, Gennario Sasso,  si confrontano su un autore che rappresenta un archetipo della scienza della politica (I corrotti e gli inetti. Conversazioni su Machiavelli, Bompiani, pp. 196, euro 11). Nelle conversazioni incalzano le domande che l’attuale crisi politica ha reso ineludibili: il rapporto con l’etica, i confini dell’esercizio dell’autorità, l’errore e la responsabilità personale. Machiavelli indaga la precarietà di una società esposta alla decadenza, anticipando le inquietudini politiche che le filosofie del Novecento, soprattutto Nietzsche e Heidegger, hanno registrato con drammatica chiaroveggenza.

È possibile trasformare la vita di una santa in un racconto per bambini? Ci ha provato con successo Daniela Maniscalco (Ildegarda e la ricetta della creatività, RueBallu, pp. 80, euro 16,50) che adatta a un pubblico di piccoli lettori la storia di Ildegarda di Bingen, monaca aristocratica e visionaria vissuta nel XII secolo e celebre, oltre che per i suoi scritti mistici, anche per la composizione di opere musicali. Nel libro Ildegarda diviene una bella ragazza vestita di bianco  e con una coroncina sui capelli, la prima musicista nella storia dell’Occidente. Un personaggio femminile che aiuta la piccola Elisa ad addentrarsi nell’epoca medievale e a trarre dalla musica l’energia per dare sfogo alla propria creatività.

La rivoluzione globale è una causa persa? I valori universali sono reliquie di un’età perduta o di un’epoca superata? Nella sua opera maggiore degli ultimi anni, che ha acceso feroci controversie nel mondo inglese e ne ha consacrato il successo presso un vasto pubblico, il filosofico Slavoj Žižek (In difesa delle cause perse, Ponte alle Grazie, pp. 640, euro 19,80) mira all’ideologia regnante, sostenendo che dobbiamo riappropriarci di numerose «cause perse» e cercare un nocciolo di verità nelle politiche totalitarie della modernità. Perché se è vero che i Terrori di Robespierre, di Mao e dei bolscevichi si sono rivelati catastrofici fallimenti, questo giudizio non racconta tuttavia l’intera storia: in ciascuno di essi è presente un’aspirazione di «redenzione», che va del tutto persa nelle società liberaldemocratiche, con il loro (proclamato) rifiuto dell’autoritarismo e la loro (ipocrita) esaltazione di una politica soft, consensuale e decentralizzata.

I Vedovi Neri sono un gruppetto di rispettabili professionisti che si incontrano a cena una volta al mese per dibattere e risolvere, con l’indispensabile aiuto del cameriere Henry, il caso misterioso che gli viene sottoposto dall’ospite di turno. Una donna che convince il marito di essere una strega, scomparendo sotto i suoi occhi in un ristorante; un uomo che non riesce a dimostrare la propria identità di fronte alla polizia di un paese comunista; un intricato caso di spionaggio in un congresso internazionale di astronomi; una coppa fenicia di cui sembrano essersi perse irrimediabilmente le tracce: che si tratti di veri e propri crimini o di paradossi inspiegabili, i dialoghi conditi di umorismo ed erudizione accompagnano il lettore per mille false piste fino alla verità. Dodici irresistibili giochi di deduzione e di logica che portano la firma di un maestro, Isaac Asimov (I banchetti dei Vedovi Neri, Minimum fax, pp. 240, euro 9),