I Forconi tornano in piazza come gli… impresentabili del Cav: “Chi non salta…”

«Chi non salta del governo è…». Ma che sorpresa ci riserva questo sabato italiano, vedere le centinaia di manifestanti del movimento dei Forconi in piazza a Milano saltare al ritmo di uno slogan che ha una storia particolare. La genesi di questo “grido di battaglia” spetta ai tifosi di ogni latitudine calcistica. Un inno da stadio, «chi non salta della Lazio è», dicono i romanisti e guai a non saltare. Un “richiamo della foresta” che risuona in tutti gli stadi, genovesi contro sampdoriani, interisti contro milanisti, i granata contro i “gobbi” juventini. Nulla di male, un rituale spiritoso e al tempo stesso identitario, serve a compattarsi. Persino il neo patron dell’Inter, l’indonersiano Tohir, l’ha usato giorni fa al termine della conferenza stampa di presentazione. Sono state praticamente le sue prime parole in italiano: «Chi non salta milansta è…», ha detto nel tripudio di interisti e addetti ai lavori. Poi la svolta, la pagina nera. È arrivato il Cav che, mutuando lo slogan dal lessico da stadio – lui che ne è un frequentatore assiduo – lo ha adattato alla sua battaglia politica e adottato nei momenti clou degli innumerevoli comizi, con grande seguito da parte della folla del centrodestra. Lo slogan rimodulato da Berlusconi, come tutti sanno è, «chi non salta comunista è…». Apriti cielo. Si aprono le cateratte dei moralisti. Improvvisamente quel ritornello è diventato offensivo oltre ogni ragionevole limite, becero come beceri sono tacciati tutti gli “impresentabili” saltellanti ai comizi del Cav, fieramente anticomunisti. Come funziona, antimilanisti sì e antiocomunisti no? Che male c’è, anche in questo caso, a definirsi anti-qualcosa in allegria, in un comizio di parte? Eppure no, fulmini e saette sono calati sul «chi non salta comunista è». Tanto che la matrice calcistica dell’espressione viene ormai misconosciuta. Ora anche i Forconi si arrendono a uno slogan ormai “incriminato” perché utilizzato dal Cavaliere Nero. Attenzione, quindi: non sanno i Forconi che potrebbero essere tacciati di cripto-berlusconismo?