Hollande in Vaticano tra allarmi bomba e imbarazzo per lo scandalo Gayet

È durato 35 minuti il colloquio privato tra il Papa e il presidente francese Francois Hollande, nella biblioteca papale, alla presenza di un interprete. “Questo è anche il suo patrono”, ha detto il Papa al presidente Hollande, alludendo al nome di questi, che gli donava un libro su san Francesco d’Assisi. Papa Francesco ha ricambiato il dono con le medaglie del pontificato. Nel salutare la delegazione, papa Francesco ha abbracciato con calore padre Georges Vandenbeusch, il religioso francese rapito in Camerun e rilasciato lo scorso dicembre. “Sono felicissimo”, ha detto papa Francesco nell’abbracciarlo. Ai giornalisti presenti alla udienza, il presidente è sembrato un po’ teso all’arrivo nella sala del Tronetto, ma molto più disteso alla fine dell’udienza. Della delegazione francese in udienza faceva parte tra gli altri il ministro degli Interni, Manuel Valls. Padre Georges Vandenbeusch, salutato calorosamente dal Papa durante l’incontro, ha 42 anni, viveva in Camerun dal 2011, era stato sequestrato nella notte fra il 13 e il 14 novembre nella città di Koza, e poi condotto in Nigeria da esponenti della setta islamista Boko Haram. Dopo il rilascio, alla fine di dicembre, il presidente Hollande era andato ad accoglierlo sulla pista dell’aeroporto militare di Villacoublay.

La visita di Hollande è stata circondata da uno stato di massima allerta nel centro di Roma. È stato innalzato il livello di sicurezza sui luoghi previsti nella lista degli appuntamenti della visita del premier francese. Polizia e carabinieri sono stati attivati con una serie di ulteriori controlli e bonifiche, dopo la vicenda dell’ esplosione di questa notte di un ordigno nel pieno centro storico della Capitale anche se per ora secondo gli investigatori non ci sarebbe una diretta connessione tra l’episodio e la visita del primo ministro francese. Una telefonata anonima al 112 fatta da una cabina telefonica ha segnalato anche la presenza di un ordigno sotto il colonnato di San Pietro. Sul posto sono intervenuti gli artificieri dei carabinieri per le opportune verifiche che hanno avuto esito negativo.

E mentre su Hollande pesano ancora le ombre dello scandalo Gayet, Rachida Dati, esponente dell’Ump ed ex ministro di Sarkozy, intervistata dal Messaggero afferma che l’istituto della “première dame” andrebbe abolito: “Siamo l’unico Paese che contempla un’istituzione di questo tipo. È un retaggio della monarchia e andrebbe abolito. La moglie, la compagna del presidente, o il marito di una presidente, dovrebbe continuare a fare quel che faceva prima”.