Hanno vinto loro, abbiamo pagato la mini-Imu. Tanto di cappello. Ma non finisce qui

Uno a zero e palla al centro. Hanno vinto loro, tanto di cappello. Volevano togliersi lo sfizio di farci pagare qualcosa (o meglio, di farcela pagare perché alle elezioni il Pd se l’è vista brutta), non potevano spedirci la bolletta dell’Imu intera, quella di montiana memoria, e si sono accontentati della mini-Imu. Una piccola, feroce vendetta. E quindi, come aveva preannunciato Confedilizia, festeggiamo la giornata della vergogna. La vergogna è ormai agli atti. Il presidente dell’associazione, Corrado Sforza Fogliani, aveva definito così la conclusione «dell’assurdo rito al quale sono stati costretti nove milioni di italiani per pagare  una imposta inventata dalla pretesa furbizia di amministratori comunali a caccia di soldi». Il fisco batte cassa e, mentre gli evasori incalliti continuano a farla franca, mette in crisi gli italiani onesti che hanno dovuto arrabattarsi in tutti i modi per riuscire a quantificare e a pagare questa vera e propria tassa del disonore, scaturita da mesi di contrapposizioni, di conferme e di smentite. Sul sito della Confedilizia è presente una fotografia (la fotografia della vergogna) che ritrae una lunga fila di contribuenti di Varese in coda per chiedere informazioni sui calcoli e sul pagamento dell’imposta. Ma questa non è che una pagina del libro che i proprietari di prime case sono stati chiamati a scrivere, assieme a Caf, fiscalisti e padri di famiglia alla caccia, su Internet, di un calcolatore che consentisse di fare calcoli che proprio facili  non erano. Un’imposta mini, ha fatto sapere il ministero dell’Economia. Ma chi si è presentato allo sportello della banca per pagare si è accorto che tanto mini non era, avendo dovuto sborsare in molti casi, assieme alla Tares e al conguaglio per la spazzatura, alcune centinaia di euro. Ma il costo non è tutto. «Sono riti da Paese incivile – ha sottolineato Sforza Fogliani –  nel quale i cittadini sono considerati dei sudditi. Con la concertazione municipale istituzionalizzata da questo governo, si è riusciti a combinare la gravosità della tassazione immobiliare con innumerevoli difficoltà e adempimenti, così che il fisco costa alla proprietà diffusa un terzo in più di quel che incassa. Si è fatto, cioè, l’esatto contrario dei principii fiscali stabiliti da Smith più di duecento anni fa e da allora comunemente accettati e praticati. Uno spettacolo indecoroso che non risulta essersi mai verificato prima di oggi». Un punto di vista condiviso da Maurizio Gasparri: «Si è celebrata la giornata della vergogna per colpa di un governo che ha fatto solo danni agli italiani con una tassazione sugli immobili pesantissima. Tra mini Imu e Tares siamo di fronte a una stangata senza precedenti. E indigna il metodo con il quale si è proceduto che ha creato solo caos, tra bollettini sbagliati e cifre sballate. È tempo di dire basta. Gli italiani non possono più pagare per l’incapacità palese di questo esecutivo che ha fallito su tutti i fronti». Proprio per questo, gli “stangatori” hanno vinto un altro round. Ma non finisce qui, sul ring può accadere sempre di tutto.