Guerriglia dei centri sociali a Padova: c’è Matteo Salvini, assalti e sassaiola

L’assalto a una manifestazione, atti vandalici contro una sede, contestazioni al segretario. Oggi, a Padova, i Centri sociali si sono scatenati contro la Lega, in occasione della visita in città di Matteo Salvini. Nel pomeriggio il leader del Carroccio è stato accolto da un presidio di una cinquantina di antagonisti che, con i visi dipinti di nero, hanno esposto striscioni e gridato slogan come “Salvini fannullone” e “Lega ladrona”. Una manifestazione che si è svolta in un clima di grande tensione, alla luce di quanto era accaduto in mattinata davanti al carcere Due Palazzi di Padova, dove la Lega vi si era data appuntamento per contestare il decreto “Svuota carceri”. Una ventina di esponenti del centro sociale Gramigna ha preso d’assalto il presidio del Carroccio, scatenando un lancio di uova e fango a cui poi è seguita una carica di alleggerimento della polizia. Non contenti, gli antagonisti hanno anche bloccato l’ingresso della sede leghista di vicolo Tiziano Aspetti con calcinacci, banane e immondizia e affiggendo un cartello con scritto “Lega Nord, Te la do io la banana”. «Io farei volentieri a meno di queste contestazioni, perché quando c’è gente che mena le mani non è mai bello. Mi confronto anche aspramente con chi la pensa diversamente da me, però vedere impegnati decine di poliziotti che invece di garantire la sicurezza in giro per Padova sono qui a difendere un gazebo… siamo veramente alla follia», ha commentato Salvini, spiegando che anche davanti al carcere di San Vittore a Milano si erano viste scene simili. È stato poi il governatore del Veneto, Luca Zaia, a sottolineare che «democrazia fa rima con libertà, con quella libertà di confronto che talvolta può essere anche muscolare, ma non deve mai superare la dialettica e sfociare in inaccettabili atti di violenza».