Grillo al fianco dei No Tav per la colletta in favore dei condannati. E arriva l’endorsement delle “nuove Br”

Ha portato a raccogliere sessantamila euro in tre giorni la sottoscrizione lanciata dal movimento No Tav per aiutare il leader storico Alberto Perino e due amministratori locali della Valle di Susa a onorare una condanna a una pena pecuniaria inflitta da un tribunale civile. Perino, Bellone e Vair erano stati citati in giudizio dalla società Ltf per una manifestazione del gennaio 2010 quando, nei pressi di Susa, gli attivisti No Tav ostacolarono l’esecuzione di un sondaggio preliminare dei terreni. Come accade da sempre, al fianco dei No Tav si sono immediatamente schierati i Cinque Stelle, nelle persone dei deputati e senatori del Piemonte, che hanno espresso “vicinanza” agli attivisti No Tav e invitano “ad appoggiare economicamente il movimento in questo momento difficile”.

Ma qualcuno si muove in soccorso dei No Tav anche dalle patrie galere. Dal carcere di Catanzaro, si rifanno vivi Alfredo Davanzo e Vincenzo Sisi, i due esponenti delle cosiddette “nuove Br” del Partito comunista politico-militare, e lo fanno con due documenti che, tramite il loro difensore, l’avvocato Giuseppe Pelazza, hanno voluto consegnare alla stampa. In uno dei testi, in particolare, i due, condannati dalla Cassazione nel settembre 2012 a 9 e 10 anni di reclusione, si lamentano del ”blocco-sequestro” della loro corrispondenza in arrivo e in partenza, dopo che, lo scorso settembre, era spuntato su internet un loro scritto con cui sollecitavano il movimento No Tav a “compiere un altro salto in avanti”. Nel secondo documento, reso noto dal legale, Davanzo e Sisi tornano a parlare dei No Tav, sostenendo che nei loro confronti c’è un ”attacco mediatico” e ”un’opera di intimidazione e attacchi, senza precedenti, rispetto a un movimento popolare”.