Giorno della memoria, incontri e dibattiti per non dimenticare le vittime dell’Olocausto

Incontri e riflessioni in tutta Italia dedicati alla memoria delle vittime della Shoah. Si celebra oggi il Giorno della memoria per non dimenticare: a Roma tante le iniziative messe in campo per commemorare le vittime dell’Olocausto. L’evento che ricorderà al massimo livello istituzionale la tragedia della Shoah è quello fissato al Quirinale. Alla cerimonia che celebra il Giorno della memoria, istituito in Italia con la legge nel 2000, parteciperanno il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ex internati e deportati insigniti delle medaglie d’onore, le scuole vincitrici del concorso “I giovani ricordano la Shoah” e gli studenti che hanno partecipato al “Viaggio della memoria”. Dopo lo sfregio delle teste di maiale indirizzate in altrettanti luoghi simbolo, la sinagoga, l’ambasciata di Israele e una mostra sulla cultura ebraica, Roma ha messo in campo una serie di iniziative per non dimenticare. Si parte dall’Auditorium di viale de Coubertin dove l’amministrazione capitolina celebra il Giorno della memoria insieme alle scolaresche che hanno partecipato al viaggio ad Auschwitz lo scorso ottobre. Protagoniste della manifestazione sono le testimonianze dei sopravvissuti ai campi di concentramento, Piero Terracina e Sami Modiano. Al Parco della Musica due studentesse in rappresentanza di tutti i partecipanti, saliranno sul palco per condividere le loro emozioni rispetto alla visita ad Auschwitz e Birkenau. La Regione Lazio ha inviato in tutte le scuole del Lazio il volume 16-10-1943 li hanno portati via, dedicato ai bambini ebrei romani. Il Consiglio regionale del Lazio dedica la giornata a «coloro che con coraggio hanno messo a rischio la propria vita per salvare chi veniva perseguitato e ai deportati nei campi di concentramento e in particolare a Shlomo Venezia». Il programma della giornata parte dal Parco della Pace, alla Pisana, dove il presidente Daniele Leodori e il presidente della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Pacifici impianteranno un ulivo. Poi un altro piccolo ulivo di Israele verrà messo a dimora nel giardino di una biblioteca, in via della Pineta Sacchetti 78, dove verrà collocata una targa commemorativa donati dal Keren Kayemeht lelsrael, in ricordo di coloro che rischiarono la propria vita per salvare gli ebrei dal genocidio. Passando al cinema e alla musica, all’Auditorium dell’Istituto Centrale per i beni sonori e audiovisivi Palazzo Mattei di Giove si proietterà il film Shoah di Claude Lanzmann e il teatro Vittoria di Roma proporrà “Zakhor” (in ebraico “ricorda”), il concerto per pianoforte del compositore premio Oscar Luis Bacalov. In serata, ancora l’Auditorium Parco della Musica ospiterà il concerto “I violini della speranza”. A Milano, alla Biblioteca «Niguarda», alle ore 18, Marina De Col e Maria Vittoria Jedlowski metteranno in scena Il canto del popolo ebraico massacrato, poema epico-tragico del popolo ebraico di fronte al proprio sterminio, affidandolo a una voce recitante e agli accordi di una chitarra solista. Tratto dall’omonimo libro di Yitzha Katzenelson. Per la rassegna teatrale «Mille Storie alla Ribalta», promossa dal Comune di Livorno, va in scena oggi, martedì 28 e mercoledì 29, alle ore 10, al Nuovo Teatro delle Commedie Il Diario di Anna Frank per la regia di Emanuele Gamba. Lo spettacolo è rivolto alle classi quinte della scuola primaria, alla scuola secondaria di 1° e 2° grado. E a Trieste una corona di fiori è stata deposta davanti alla lapide che ricorda la prigionia nella Casa circondariale di Giovanni Palatucci, ultimo questore italiano di Fiume, “Giusto tra le Nazioni”, “Servo di Dio” e “Medaglia d’oro al Merito Civile”. Il Cappellano provinciale della Polizia di Stato, don Paolo Rakic, ha benedetto la lapide e la corona ricordando che Palatucci, nato in provincia di Avellino nel 1909, fu assegnato alla Questura di Genova. Alla promulgazione delle leggi razziali del 1938, Palatucci, in servizio all’Ufficio Stranieri della Questura di Fiume, divenne il protettore in particolare degli ebrei, con la cui comunità fiumana aveva rapporti di stima e di amicizia, salvando la vita a più di cinquemila ebrei, avviandoli a un campo di raccolta in provincia di Salerno dove era Vescovo uno zio, che li prese sotto la propria protezione. L’8 settembre 1943 Giovanni Palatucci rimase da solo a reggere la questura di Fiume e un anno dopo fu arrestato dalla Gestapo e condannato a morte, ma la pena gli fu commutata nel carcere a vita. Trascorse due giorni nella struttura di Trieste e da lì fu tradotto nel campo di sterminio di Dachau, dove morì il 10 febbraio 1945, all’età di neanche 36 anni.