Gasparri sulla legge elettorale: «L’accordo è saldo, l’Italicum reggerà»

«L’accordo è saldo, Italicum reggerà», nonostante l’intervento di Enrico Letta sul conflitto di interessi, un modo per cercare «di compensare, con un po’ di fragore mediatico, il suo lungo silenzio». Ne è convinto Maurizio Gasparri, intervistato dalla Stampa. «Rilanciare oggi il tema del conflitto di interessi, di cui nessuno avverte l’esigenza – spiega l’esponente di Forza Italia – dal momento che Berlusconi, per le note vicende giudiziarie che lo hanno riguardato e che noi riteniamo ingiuste, non potrà presumibilmente essere il candidato premier del centrodestra, è stato del tutto gratuito da parte di Letta. Mi è sembrato, più che altro, un modo per marcare un doppio distinguo». «Sulla legge elettorale – aggiunge – sebbene senza citare espressamente le preferenze, Letta lo ha fatto parlando di maggiore garanzia per i cittadini. Il che potrebbe far pensare pure ad un ritorno al Mattarellum, che è un modo anche più ostile di porsi nel dibattito». L’intesa Renzi-Berlusconi comunque reggerà. Nel Pd, spiega il vicepresidente del Senato, «in molti si sono riposizionati. E, tra quelli che oggi seguono Renzi per convenienza e gli altri che lo fanno per opportunismo, penso che riuscirà a reggere e a contenere le resistenze dei rancorosi». «Per quanto concerne il Ncd – aggiunge, – mi pare che Alfano abbia ribadito che le preferenze siano indifferenti rispetto alla questione della soglia di sbarramento. Lo dicono pur sapendo di essere a rischio. Riguardo a Scelta civica mi chiedo: che soglia di sbarramento dovremmo prevedere, dello zero virgola?». Per Gasparri, invece, il punto della questione è un altro: «In Italia ci sono i partiti progetto e i partiti pretesto. I primi hanno un’idea dello Stato e del Paese. Gli altri nascono per un’esigenza di tipo personale, per piazzare se stessi e un po’ di amici. Con tutto il rispetto, le soglie di sbarramento del 5 dell’8 e del 12 per cento credo siano assolutamente ragionevoli».