Fratelli d’Italia, primarie il 22-23 febbraio. Meloni: «Daremo una nuova casa a chi non si sente rappresentato»

«Mentre gli altri si mettono d’accordo su una legge elettorale che ha come unica certezza quella di mantenere le liste bloccate e negare agli italiani il diritto di scegliere direttamente da chi farsi rappresentare in Parlamento, noi facciamo la scelta di primarie a tutti i livelli, per la selezione della leadership nazionale e dei dirigenti locali. Primarie anche per la scelta del simbolo, che metterà insieme la tradizione di Alleanza Nazionale con l’innovazione di Fratelli d’Italia». FdI lancia una stagione delle primarie attraverso le quali verranno scelti dai cittadini il nuovo simbolo, la leadership nazionale e quella locale. È questa la notizia emersa in una conferenza stampa alla Camera alla quale hanno partecipato Giorgia Meloni, Ignazio La Russa, Guido Crosetto, Fabio Rampelli, assieme ai membri dei direttivi di Fratelli d’Italia e di Officina per l’Italia.«Siamo molto soddisfatti – ha detto Meloni – di aver convinto con il nostro movimento oltre un milione di persone e vogliamo utilizzare questa esperienza positiva per fare le cose più in grande, visto che all’appello dei consensi al centrodestra mancano almeno cinque milioni di voti. C’è un mondo che si può e si deve recuperare sul quale il centrodestra deve interrogarsi e rispetto alle esperienze che noi vediamo di Forza Italia legata alle vicende personali del presidente Berlusconi quanto del Nuovo centrodestra legato a vicende traballanti del governo Letta. Di qui la nostra convinzione della necessità di dare una nuova casa politica a chi si sente escluso e non rappresentato». Fratelli d’Italia manterrà comunque il simbolo di Alleanza Nazionale che le è stato concesso dal suo detentore legale, la Fondazione An, a condizione però che il movimento accolga le candidature più aperte possibili di chi si sente alternativo alla sinistra. Questo impegno, ha spiegato Meloni, «prende già forma nella segreteria generale del congresso che oltre a Fratelli d’Italia e Officina per l’Italia vede coinvolte altre figure, tra cui Giuliana De Medici della Fondazione Almirante». E poi: «Preserveremo la vocazione di quella formazione, che era il dialogo e il confronto». Sotto il profilo procedurale sarà la segreteria del congresso di FdI, fin da oggi stesso, ad organizzare le primarie sia al livello nazionale che a quello locale, che saranno caratterizzate non solo da candidature, ma soprattutto da programmi. Le consultazioni nazionali si terranno sabato e domenica 22 e 23 febbraio. Il consiglio Nazionale si riunirà invece l’8 il 9 marzo per convalidare i risultati. Come ha sottolineato La Russa, FdI non teme l’introduzione di sbarramenti per l’accesso in Parlamento «a condizione però che non siano tanto elevati da stravolgere la democrazia. L’importante è che siano i cittadini a scegliere i loro eletti». Anche per questo nell’incontro con i giornalisti è stato sottolineato che FdI farà le primarie per le candidature in Parlamento se resteranno le liste bloccate. L’auspicio è comunque che si approvi una legge per dare un regolamento comune a questo tipo di primarie. Rispondendo a una domanda dei giornalisti in merito a un editoriale scritto ieri dal leader della Destra per il Giornale d’Italia Meloni ha spiegato: «Ho letto l’appello di Francesco Storace e condivido l’idea che bisogna parlarsi e non litigare: le primarie servono proprio a questo. Ci sono programmi, linee, candidati. Siamo ancora in tempo. Se vuole rappresentare le sue idee su programma e sul simbolo, si candidi anche lui alle primarie rappresentando le sue tesi». Dal canto suo Guido Crosetto ha sottolineato che da parte di FdI «non c’è nessuna posizione di piccolo partito, ci interessano le preferenze non gli sbarramenti». Un punto ripreso anche da La Russa: «Abbiamo le nostre idee sulla legge elettorale che non riguardano la tutela dei partiti piccoli». Su Twitter il commento di Luciano Ciocchetti: «Abbiamo scelto di essere qui perché c’è stata Officina Italia come fase costituente e di dialogo».