Foibe, la Rai stoppa lo spettacolo di Cristicchi. E la rete si ribella: viale Mazzini ci ripensi

«La Rai ci ripensi», è un coro unanime che sale dai migliaia di fan, un tam tam che corre sul web perché l’azienda di viale Mazzini rinunci al dietrofront sulla messa in onda dello spettacolo sulle foibe di Simone Cristicchi prevista per il 10 febbraio, in occasione della Giornata del Ricordo dell’esodo giuliano-dalmata. A dare la notizia della scomparsa dal palinsesto Rai di Magazzino 18 (il nome dello spettacolo diretto da Antonio Calenda che ha fatto registrare il tutto esaurito in molti teatri d’Italia) è stato lo stesso cantante qualche giorno fa su Facebook. “Buongiorno a tutti! Purtroppo, dopo averlo annunciato in via ufficiosa qualche settimana fa, la messa in onda su Rai 1 non è stata al momento confermata…. Sembra infatti che ci sia stato un dietro front  per lasciare spazio ad un’altra trasmissione. Ubi Maior!”, si legge nel post di Cristicchi, “questo è tutto quello che so e che mi è stato detto. Mi dispiace per tutte quelle persone che non avendo visto lo spettacolo nella propria città, aspettavano il 10 febbraio per poterlo vedere in tv, anche se in seconda serata…”. Viene da chiedersi quale possa essere un modo idoneo per “assolvere” allo spirito del Giorno della Memoria se non quello di promuovere un lavoro teatrale  che ha il merito (pur tra inevitabili limiti) di raccontare una pagina di storia italiana sconociuta ai più e quindi degna di un’ampia diffusione. «La verità deve essere di tutti», ha ricordato Jan Barnas, autore del testo insieme al cantautore romano. Lo stop della Rai ha suscitato un’ondata di reazioni a catena. Il pubblico ha lanciato sulla rete una petizione (che ha già raccolto oltre 1000 firme) indirizzata alla Rai “Non cancellare la programmazione dello spettacolo Magazzino 18 prevista su Rai1”. Per ora sembrerebbe che lo show che ha ricevuto la Rosa d’argento sul palco («per aver saputo coniugare documentazione storica e poesia) verrà spostato su Rai5.