Effetti speciali al posto delle riforme: così Renzi vuole esorcizzare la crisi

La “grande attesa” per il Job Act è stata delusa. Prima era solo un sospetto, adesso abbiamo la conferma. Difficile in questa estenuante crisi riuscire a tirare fuori un coniglio dal cilindro, cioè compiere un sortilegio che ci faccia uscire da una lunga fase di declino e soprattutto, per molte famiglie e per milioni di giovani, da un clima di profonda ansia per il futuro. Non riuscirà di certo con le sue idee la stella nascente del Pd, il quale per adesso si limita a lanciare proposte con effetti speciali, distribuendo rimbrotti a destra e a sinistra, persino nei confronti del governo che vede al vertice un esponente dello stesso Pd. In questo momento non va di moda contestare un segretario di partito giovanissimo – aspirante, checché se ne dica, presidente del Consiglio – dal piglio molto deciso e provocatorio. Si rischia di passare per reazionari, per “vecchi volponi” attaccati con le unghie e con i denti a un piccolo mondo antico. Ma con la verità prima o poi bisognerà fare i conti e quindi meglio prepararsi finché siamo in tempo. Gli affondi di Renzi verso le caste, verso i partiti, verso i sindacati, verso chiunque rappresenti l’intera classe dirigente alla quale Renzi attribuisce responsabilità in maniera diffusa del declino del Paese, sono efficaci nella comunicazione, ma dovranno dimostrare presto tutta la loro sostanza. Altrimenti assisteremo solo a cambiamenti effimeri, a speranze disattese.

Leggendo il suo piano per il lavoro si trovano proposte generiche, non nuove, lacune, tra le quali le più importanti riguardano le risorse. Renzi non ha spiegato dove pensa di trovare le coperture finanziare per un taglio del 10 per cento del costo dell’energia per le imprese o per un assegno a chiunque perda un posto di lavoro.

Oltre ad una futura disillusione, che sarebbe molto pericolosa in tempi di antipolitca – ma persino l’antipolitica sta incontrando delle evidenti difficoltà – si rischia nell’immediato di generare molta confusione perché tra gli obiettivi e i piani del governo e gli obiettivi e i piani del segretario del Pd, presto non riusciremo più a tenere il conto.

*Segretario generale Ugl