«Disoccupazione raddoppiata, consumi crollati e Letta esulta per l’imbroglio spread»

«Il grande imbroglio continua. Il merito della diminuzione dello spread non è del governo Letta, quanto dell’aumento dei rendimenti dei titoli tedeschi, i bund. Non è nessun merito per Letta, è semmai la colpa, assieme a Monti, di aver distrutto l’economia italiana: disoccupazione raddoppiata, debito al 130%, pressione fiscale alle stelle». Con queste parole, rilasciata ai microfoni del Tg2, Renato Brunetta smonta i commenti entusiastici dei trombettieri governativi. Il commento del presidente dei deputati di Forza Italia è supportato dai dati che in queste ore arrivano da diversi organismi pubblici e privati. Secondo il Rapporto Club Consumo di Prometeia, negli ultimi 5 anni le famiglie italiane hanno subito un aumento di circa 650 euro per le spese obbligate per la casa (affitti, utenze) e per la cura del futuro (sanitarie, finanziarie, di protezione sociale) mentre sono scese le spese per per cibo e mobilità. Alla ricerca dell’istituto bolognese si associano i numeri impietosi forniti dal Codacons dopo le prime ore del primo giorno di saldi: «Gli acquisti appaiono in calo mediamente tra il 10% ed il 15% nelle grandi città rispetto alla stessa fascia oraria del 2013», rileva l’associazione dei consumatori, dal monitoraggio di suoi ispettori dislocati nelle strade dello shopping e nei centri commerciali. La crisi starebbe “uccidendo” persino la moda dell’happy hour, l’aperitivo lungo che spesso sostituisce la cena: secondo una ricerca della Camera di commercio di Monza, in Lombardia il 48% degli under 35 per far fronte alle difficoltà economiche sta riducendo le spese per bar e cene fuori casa, con punte particolarmente alte proprio a Milano. Solo il 25% dei giovani afferma di non aver cambiato nessuna delle proprie abitudini di consumo.

Uno scenario preoccupante al quale il Pd sa far fronte solo attraverso i soliti slogan. «Se oggi l’Italia ha i conti in ordine – replica sprezzante Roberto Speranza – lo spread sotto 200 punti ed è nuovamente considerato un paese autorevole di cui fidarsi lo si deve ai sacrifici degli ultimi anni fatti per porre rimedio ai disastri della stagione di cui Brunetta è stato tra i massimi protagonisti». Per il capogrupo Pd alla Camera una replica da campagna elettorale, che non tiene conto che «l’imbroglio spread», commenta Vincenzo Gibilino «ha colpito e danneggiato pesantemente il nostro Paese. Lo ha fatto nel 2011 su ordine di Angela Merkel, mandando a casa il governo Berlusconi, voluto dagli italiani, e lo fa ora, raccontando frottole ai cittadini. Nessuna ripartenza – commenta l’esponente di Forza Italia – è e sarà possibile senza riforme vere, programmate da una classe politica pienamente legittimata, capace di tagliare gli enormi costi della macchina amministrativa e di annullare ogni spreco, di ridisegnare una giustizia gravemente malata e una burocrazia ad oggi paralizzante. Il governo Letta-Alfano rassegni quanto prima le dimissioni per il bene del Paese, dando agli italiani la possibilità di tornare alle urne in primavera».