Danimarca, stop della destra: «Fermiamo il flusso dei musulmani, sono troppi…»

Anche la destra danese ne ha abbastanza del continuo afflusso di immigrati musulmani nel Paese e chiede esplicitamente di rafforzare i controlli alle frontiere e di porre uno stop definitivo agli ingressi. Lo scrive  il Copenaghen Post citando la posizione di una responsabile del Partito Popolare di Danimarca (destra), Marie Krarup, che in un blog per il giornale Berlingske ha scritto: «È venuto il momento di pronunciare uno stop definitivo all’immigrazione islamica: noi dobbiamo limitare il numero della minoranza musulmana in Danimarca». Gli ha fatto eco anche Anders Vitsisen, che si presenta per il partito alle prossime elezioni europee, secondo il quale ormai occorre limitarne il numero, mentre il collega che si occupa di cittadinanza, Christian Langballe, si è chiesto se sia davvero possibile giungere a un bando completo. Sono gli stessi danesi – soprattutto quelli che non vivono nelle grandi città – che non gradiscono la presenza di «un numero così elevato di musulmani: alcuni guardano ad altri Paesi some Svezia, Francia, Germania e Inghilterra e ciò che vedono (ossia la folta presenza di islamici ndr) non gli piace», ha affermato Soren Espersen, vice presidente del partito. Secondo alcune stime le persone di religione islamica in Danimarca sono circa il 4 per cento della popolazione. In Danimarca il problema dei musulmani è molto sentito, sin da quando, nel 2005 esplose la questione delle vignette satiriche su Maometto pubblicate dal giornale danese Jyllands-Posten, vignette che dettero luogo a violenze in tutto il mondo arabo. Il giornale Politiken a tale proposito aveva aperto un dibattito sulla libertà di espressione in materia religiosa. Come non ricordare poi la recente aggressione e le circa trenta minacce di morte al giovane Yahya Hassan, danese figlio di palestinesi, che nelle sue poesie ha criticato la politica dell’apartheid utilizzata dai musulmani che vivono in Europa i quali per primi, sostiene il giovane, rifiutano l’integrazione con  la società che li ospita. Il Partito popolare danese alle ultime elezioni politiche ha ottenuto oltre il 12 per cento dei voti.