Da Putin un altro schiaffo ai laicisti: in preghiera alla messa del Natale ortodosso

In un’Europa in cui si respira un’aria di esasperato laicismo, da Vladimir Putin continuano ad arrivare segnali di attenzione verso il mondo cristiano e della Chiesa. Il presidente russo, che in più occasioni ha mostrato di essere un uomo di fede (afferma di aver letto tutta la Bibbia), anche quest’anno ha partecipato alla messa di Natale, che la chiesa ortodossa russa festeggia il 7 gennaio in base al vecchio calendario giuliano. In giacca ma senza cravatta, il capo del Cremlino ha seguito la cerimonia nella nuova chiesa del Volto sacro di Cristo Salvatore a Soci, vicino al parco olimpico dove tra un mese inizieranno i Giochi invernali. Da solo in mezzo a 300-400 persone era accanto ad alcune fedeli e a qualche ragazzo, uno dei quali indossava un copricapo che riproduceva la testa del leopardo delle nevi, una delle tre mascotte dei Giochi di Sochi e quella preferita dal capo dello Stato. Dopo la messa, Putin e l’archimandrita Flavian si sono scambiati in dono un’icona. Lasciando la chiesa, il leader del Cremlino ha augurato “Buon Natale” ai parrocchiani. Putin preferisce stare a Mosca per Pasqua ma durante le festività di fine anno in genere viaggia per la Russia, partecipando alla messa di Natale in chiese sempre differenti. Il capo del Cremlino ha rapporti molto stretti con la chiesa russa ortodossa ed è vicino, come ha ricordato anche qualche mese fa il  The Moscow Times,  «all’attuale patriarca Kirill, che è un suo solido alleato politico». Non solo, per il suo impegno in campo religioso per molti potrebbe essere alla testa di un potenziale movimento identitario europeo di ispirazione cristiana. Le relazioni col mondo cattolico sono sempre più intense. Per la quarta volta Putin, infatti, a novembre ha varcato il Portone di Bronzo del Vaticano (dopo le due udienze avute con Giovanni Paolo II nel 2000 e nel 2003, e quella con Benedetto XVI nel 2007) incontrando Papa Francesco. Un incontro che, per molti osservatori, potrebbe rappresentare il preludio di un riavvicinamento tra la chiesa di Roma e quella ortodossa russa. In quest’ottica è stato attribuito un segnale molto importante all’icona della Madonna di Vladimiro che il presidente russo ha donato al Papa e ha poi baciato facendosi il segno della Croce. Putin, accogliendo l’appello del Papa, è stato anche l’unico capo di Stato a essersi impegnato contro le persecuzioni che i cristiani subiscono in varie parti del mondo e ad aver telefonato ad Assad per fermare i crimini in Siria.